Auto e Moto d'Epoca 2010

La fiera d'Italia

Dopo l'enorme successo dello scorso anno, anche la ventisettesima edizione del salone dedicato alle auto e alle moto d'epoca di Padova ha proseguito il suo trend di crescita. Ormai diventato il più importante appuntamento in Italia, ha registrato numeri da capogiro con 11 padiglioni della Fiera di Padova utilizzati per un'area complessiva di 90.000 m2 , 1.200 espositori presenti, 2400 vetture esposte, molte delle quali in vendita, e decine di migliaia di spettatori, molti provenienti da oltralpe. Per la prima volta ai tre giorni classici è stato aggiunto anche il giovedì, riservato agli addetti a lavori ai VIP, segno che non solo le dimensioni ma anche i contenuti del salone vanno accrescendo.

Al fianco delle retrospettive riservate ai marchi dell'attuale gruppo Fiat, con l'Alfa Romeo che festeggiava il proprio centenario con l'esposizione di tutti i modelli di Giulietta prodotti, tra i quali i prototipi di Pininfarina e Bertone, la Lancia che ricordava i sessant'anni dell'Aurelia e la Fiat che esponeva la Mefistofele e la 509 Delfino, sono state organizzati convegni ed incontri ai quali il pubblico ha partecipato numeroso. Belle anche l'esposizione di Isotta Fraschini, la March Leyton House da F3000 di Ivan Capelli e i vari modelli da corsa griffati Martini: oltre alle classiche Delta si è vista anche una splendida Lancia LC2, condotta all'epoca da Patrese, Nannini e Wolleck.

Il sabato poi il pubblico è stato attirato dalle aste di Coys, diventate ormai un "must" del grande appuntamento fieristico: la nota casa di Richmond ha messo all'asta 59 oggetti legati all'automobile, tra i quali numerosi volanti, sei medaglie della Mille Miglia, alcuni manuali di uso e manutenzione di autovetture italiane e straniere, una copia del libro Osca di Luigi Orsini e vari foulard a tema. Nella seconda asta riservata a moto e automobili sono stati presentati ben 73 pezzi, tra i quali si sono distinte la Guzzi con due Galletto e un Falcone 500cc, le varie versioni di Lambretta e una Gilera Saturno, senza dimenticare l'Aquilotto della Bianchi. Tra le macchine non sono passate inosservate una Jaguar XJ-S V12 Coupè che fu di Anthony Queen, una Lancia Astura carrozzata Farina, una delle otto Sbarro GT40 costruite, una Ferrari 330 Gt 2+2 per il cui restauro si sono rese necessarie oltre 5.000 ore di lavoro, una Porsche 911 gruppo IV con un ottimo palmares nelle gare storiche e una Cizeta Morored spinta da un V12 Ferrari su richiesta del primo proprietario, in Sultano del Brunei, che per questa modifica interpellò addirittura Pininfarina. Il risultato finale, pur essendo piuttosto buono, ha mostrato una continuità con le altre grandi aste di quest'anno, meno esaltanti rispetto agli anni passati.

Se sono state davvero tante le macchine in vendita dentro e fuori dai padiglioni, tra le quale al solito sono spiccate le numerose Porsche, molto spazio è stato dedicato alla ricambistica, al modellismo e all'automobilia: i prezzi sono ritornati su livelli accettabili, in particolare per quanto concerne le autovetture che proprio lo scorso anno avevano subito grande speculazione, e l'offerta, soprattutto di ricambi, è stata decisamente all'altezza del più esigente collezionista.

Ancora una volta, come già avvenuto negli anni passati, è mancato uno studio logistico adeguato, con espositori di pari settore suddivisi in padiglioni diversi e difficilmente raggiungibili: un problema che l'organizzazione potrebbe porsi come obiettivo per l'edizione 2011.

Joni Stefani
Fotografie di Marco Zanello

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