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Eventi Storici :

Automotoretrò 2015

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13-15 febbraio 2015
UNA LANCIA NEL CUORE DELLA CITTA’
   
Automotoretrò 2015
     
16/02/2015 -

La locandina del 33° Automotoretrò sarà sicuramente ricordata come una delle più indovinate ed affascinanti nella storia del salone torinese: una fiammante Lancia D50 lanciata a tutta velocità verso uno scorcio della città. E proprio la monoposto Lancia rappresenta uno degli anniversari che ricorrono in questo 2015: il 27 marzo 1955 Alberto Ascari vince il Gran Premio di Formula 1 del Valentino sulla D50. La macchina ha avuto una lunga gestazione che ha impegnato l’azienda per tutto il 1954: concepita sotto la direzione tecnica di Vittorio Jano, ha un’impostazione molto sofisticata, con i serbatoi collocati nei vistosi pontoni laterali per equilibrare la distribuzione dei pesi. Il motore V8 con angolo di 90° gradi, disegnato da Ettore Zaccone Mina, presenta due alberi a camme in testa per bancata ed eroga una potenza di 250-260 CV.

La vittoria di Ascari al Valentino sembra essere un ulteriore passo avanti nell’ascesa del marchio Lancia, che conferma nelle corse l’immagine di eccellenza tecnica ottenuta nelle vetture di produzione con il lancio dell’Aurelia. E invece sarà l’inizio del disastro: poche settimane dopo la vittoria in casa, Ascari finisce a bagno dopo un’uscita alla Chicane del Porto durante il Gran Premio di Montecarlo. Il pilota milanese, ancora scosso dall’incidente, morirà qualche giorno dopo a Monza, mentre prova una Ferrari.  L’azienda Lancia è stremata dal duplice sforzo di cercare la vittoria nelle corse e costruire il grattacielo di Borgo San Paolo, che deve accogliere la nuova sede dell’azienda. Inoltre, i cassetti della progettazione per i nuovi prodotti sono drammaticamente vuoti e gli impianti della fabbrica obsoleti. Tutto il materiale da corsa viene ceduto alla Ferrari, che porterà al successo la D50 nel mondiale del 1956 con Juan Manuel Fangio. Infine, la famiglia Lancia esce in blocco dalla proprietà dell’azienda e cede le sue quote all’industriale del cemento Pesenti.

Osservando la rossa monoposto esposta nell’atrio del padiglione, non si sa se considerarla come una ragazza troppo virtuosa per questo mondo, o una di quelle femme fatale che portano gli uomini alla disperazione e alla rovina.

Simili interrogativi non toccano l’Automotoretrò, che continua ad essere una manifestazione che ‘tira’ proficuamente: alle dieci e mezza del mattino la coda al botteghino promette una buona mezz’oretta di freddo e leggera pioggerellina per ottenere l’agognato biglietto.

Confermata l’impostazione degli anni passati, con l’Automotoretrò nei padiglioni del Lingotto, l’Automotoracing nello spazioso Oval e l’area esibizioni sul piazzale esterno.

Gli spazi sono decisamente affollati dagli espositori, con una vasta selezione di vetture in vendita e ogni genere di ricambio e automobilia. Non mancano le curiosità fuori tema, come un venditore di Katane giapponesi: in genere roba da non mettere nelle mani degli automobilisti, già di per sé abbastanza aggressivi. Veramente imponente la presenza di espositori nel settore del modellismo.

Tra le vetture più interessanti presenti negli stand istituzionali, la bellissima Maserati 420M/58, conosciuta come ‘Eldorado’, dalla marca di gelati che sponsorizzava l’operazione. La potente monoposto fu affidata a Stirling Moss per il ‘Trofeo dei due mondi’, la 500 miglia nostrana che si disputava sull’anello di velocità di Monza con la partecipazione di monoposto europee e americane. Nella prima e seconda manche, Moss piazza la bianca Maserati da 410 CV e 350 km/h rispettivamente al quarto e al quinto posto, ma nella terza e decisiva manche, le tremende vibrazioni provocate dall’anello di velocità causano la rottura della sospensione della monoposto, che esce di pista a 260 Km/h, per fortuna senza conseguenze per il pilota.

Accanto alla ‘Eldorado’, un’altra bellissima Maserati, questa volta nei colori della Scuderia Serenissima: la Tipo 63 , erede delle celebri ‘Birdcage’ tipo 60 e 61.

Nello stand Asi faceva bella mostra di sé una luccicante Lancia ‘Florida’: la fuoriserie disegnata da Pininfarina nel 1955 aveva già tutte le caratteristiche che avrebbero contrassegnato la futura Lancia Flaminia. Molto elegante anche la Lancia Astura del 1936 con carrozzeria Cabriolet degli Stabilimenti Farina, presente in uno stand privato.

Presenti diverse preziose Mercedes 300 SL ‘Ala di Gabbiano’ e cabriolet, confermando l’interesse della casa tedesca alla manifestazione torinese come volano di promozione del programma First Hand dedicato all’usato.

Nella sezione Automotoracing, molta ammirazione ha destato l’Audi R18 E-tron Quattro del 2012 di Dindo Capello - Tom Kristensen – Alan McNish, accanto ad un’Audi berlina degli anni ’90, quando il pilota astigiano era uno dei protagonisti nel Campionato Turismo Italiano. Ma sicuramente Stratos, 037, S4 e Delta hanno fatto battere più forte il cuore agli appassionati piemontesi, che vivono ancora con profonda nostalgia l’epopea mitica della Lancia nei Rally. Specialmente oggi in cui l’amato marchio torinese sembra essere destinato ad una progressiva morte.

 
a cura di Stefano Costantino
Photo Giacomo Zanello
 

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