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WEC & ELMS :

WEC: uno sguardo dopo Silverstone

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A distanza di un anno dalla debacle che vide protagonista lo squadrone Audi, il team tedesco si Ŕ preso la auspicata rivincita, precedendo sul traguardo le favorite della vigilia Porsche e Toyota. Gara senza storia in P2, con le Ligier del G-Drive che si sono godute una passerella trionfale. Prestazione maiuscola della coppia Bruni-Vilander in GTPro, cui neppure una certa dose di sfortuna ha impedito di cogliere la vittoria. Ennesimo successo della Aston Martin tra le GTAm alla fine di un acceso duello con la Ferrari AF Corse.
   
6 ore Silverstone 2015
     
20/04/2015 -

La Audi del plurititolato trio Lotterer-Fassler-Treluyer ha conquistato con merito la prima manche del campionato WEC 2015, mostrando ancora una volta come la casa dei quattro anelli sappia come riprendersi dopo un periodo non particolarmente felice. Certo, gli specialisti sanno bene che non si può parlare di un nuovo ciclo: anche nella passata stagione la R18 si era comportata egregiamente sul circuito di Silverstone, perdendo la gara per errori umani e non certo tecnici. Tuttavia non si può negare che lo sviluppo degli ingegneri Audi abbia dato i suoi frutti, permettendo ai suoi piloti di precedere sistematicamente gli avversari. Molti dei dubbi che avanzavamo di ritorno dal Prologo del WEC ad oggi restano tali; le uniche due considerazioni che possiamo fare all’indomani di Silverstone sono che la Porsche resta un prototipo relativamente fragile e che la Toyota potrebbe scoprire (ancora una volta) che le politiche conservative continuano a non pagare più di tanto. Al tempo stesso è utile fare una considerazione: la suddivisione dei sistemi ibridi in classi in un campionato che si disputa su piste fortemente differenziate per lunghezza e caratteristiche, fanno si che alcune scelte non possano pagare su tutti i circuiti. La pista di Silverstone è una di quelle sulle quali le classi più alte, in gara, si ritrovano ad affrontare un gap che invece può essere mitigato nel corso di un giro veloce secco. E’ sufficiente comparare i tempi di Audi e Porsche tra le qualifiche e la gara e qualche dubbio sarà più che lecito!

Diverso il discorso per la categoria P2, che sembra aver trovato nelle Ligier delle vere e proprie dominatrici. Già lo scorso anno le coupé francesi erano risultate molto veloci, pagando a caro prezzo una fragilità che sembrava congenita, ma il lavoro invernale svolto nelle officine della OAK Racing sembra aver dato i suoi frutti.  A Silverstone entrambi gli equipaggi non hanno avuto rivali, impiegando solo otto giri per riprendere in mano la gara dopo una partenza non felicissima ed involarsi verso una doppietta storica. L’unica ad avere il potenziale per poterle sfidare potrebbe essere la nuova Oreca 05, ma si tratta di un progetto ancora troppo acerbo per rappresentare un vero pericolo. Archiviata l’esperienza delle Acura con una figura tanto impressionante in pista quanto umiliante all’atto delle verifiche, dove il fondo è risultato più basso del regolamentare pena la perdita di un ottimo terzo posto, l’Extreme Limite Motorsport si appresta a far scendere anch’essa in pista le Ligier a partire da Spa. Se il team saprà lavorare come dimostrato fino ad ora, potrebbe rappresentare una valida alternativa allo squadrone G-Drive, fatto che tutti ci auguriamo non fosse altro che per lo spettacolo. Un discorso a parte merita la Dome portata dal team Strakka: se i risultati dopo un anno di test privati sono questi, difficile aspettarsi qualcosa di buono da quello che resta uno dei prototipi più belli visti negli ultimi tempi. Il terzo posto di Silverstone non deve trarre in inganno, essendo scaturito da circostanze fortunose più che da fatti agonistici. Sulla freccia nera peraltro si sono viste novità anche a Silverstone, con i profili che collegano il crashbox ai passaruota rivisti rispetto ai test del Castellet, ma ne in prova ne tanto meno in gara, dove risultava danneggiato il frontale per un uscita di pista al via, la S103 è riuscita ad avvicinare i tempi dei primi.

Passiamo alle categorie GT ed in particolare alle Pro, dove tra prove e gara i valori in campo sono stati letteralmente ribaltati. In prova le Ferrari AF Corse sembravano letteralmente bollite, mentre in gara sono state loro a fare un sol boccone delle avversarie: Calado-Rigon hanno condotto a lungo mentre Bruni-Vilander, dopo essere stati costretti ad un’uscita di pista nelle fasi iniziali per evitare una Ligier, si sono presi il lusso di recuperare, andando a conquistare una meritata vittoria. Difficile temere le Aston Martin, tanto veloci sul giro secco, in prova come in gara, quanto poco incisive nella somma dei tempi. Più simili alle Ferrari, almeno nelle prestazioni complessive, la Porsche, che con Lietz-Christensen, ha centrato un ottimo secondo posto a soli 10” dai primi. In assoluto comunque l’ago della bilancia di questa categoria dovrebbe essere la capacità di conservare i pneumatici, essendo ormai le prestazioni piuttosto bilanciate.

Infine un rapido sguardo alla categoria GTAm dove la Aston Martin è riuscita ad imporsi con il trio Lamy-Della Lana-Lauda sulle Ferrari AF Corse di Perrodo-Collard-Aguas e quella SMP di Bertolini-Shaitar-Basov. Anche qui la sensazione è che ad ogni gara la lotta per la vittoria sarà piuttosto serrata anche perché a Silverstone hanno viaggiato sul ritmo dei primi anche la Corvette della Larbre e la seconda

 
a cura di Marco Zanello
Photo Paolo Briatico
 

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