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Eventi Storici :

Le Mans Legends 2015

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11-13 giugno 2015
Il ritorno delle GT40
   
Le Mans Legends 2015
     
22/06/2015 -

Le coincidenze a volte sanno sorprendere persino i più pragmatici. Nella giornata in cui la Ford ha annunciato il suo ritorno ufficiale a Le Mans per l'edizione 2016, le Ford GT40 sono tornate a far mangiare la polvere agli avversari sul circuito della Sarthe. E se anche il trofeo in palio non era più quello della celebre maratona francese, l'aver dominato la Le Mans Legends, gara di contorno della prestigiosa 24 ore, ha immediatamente riscaldato gli animi degli appassionati meno giovani, che ricordano con nostalgia i quattro successi consecutivi che il marchio dell'Ovale Blu ottenne su questo tracciato tra il 1966 e il 1970 proprio con questa splendida GT progettata con la collaborazione della Lola. La nuova Ford GT, progettata in Inghilterra dalla Multimatic, esordirà il prossimo anno nei più prestigiosi campionati Endurance, presentandosi al via della 24 ore di Le Mans proprio a distanza di cinquant'anni dalla prima e più schiacciante vittoria della GT40: nel 1966 gli equipaggi del marchio americano monopolizzarono il podio, ma la gara viene ricordata per essere quella in cui lo scarto tra i primi due classificati fu minore, soltanto otto metri. In casa Ford l'ottimismo nei confronti di questa nuova sfida non manca, ma certo sarà difficile eguagliare il numero di successi ottenuti dalla prestigiosa antesignana, intorno alla quale ancor oggi si accalcano gli appassionati nel corso delle manifestazioni riservate alle auto storiche.

 L'opportunità di rivedere le GT40 in azione nel corso del week-end della 24 ore di Le Mans è scaturita da una scelta precisa degli organizzatori del Motor Racing Legends, che hanno allargato le date di eleggibilità delle auto fino al 1968, ripetendo di fatto l'esperimento già provato nel 2007. La risposta dei collezionisti in possesso di questo bolide non si è fatta attendere, con ben sei modelli, differenti tra loro per caratteristiche tecniche, presenti sul tracciato.

Inutile dire che sin dai primi minuti delle qualifiche svoltesi il giovedì pomeriggio, sospese a causa dell’olio lasciato in pista da un concorrente alle curve Porsche, le GT40 hanno monopolizzato le prime posizioni dello schieramento di partenza, separate solo dall'ottimo Stepak alla guida dell'Alpine A220. A giocarsi la Pole Position sono stati tuttavia Thuner e Ferrao, capaci di distanziare di addirittura quattordici secondi il terzo classificato. Alla fine il più veloce è risultato il pilota svizzero, alla guida della GT40 del collezionista Nahun. Questo particolare modello, esposto peraltro per tutto il fine settimana del padiglione estemporaneo del circuito, all'interno della mostra che rievocava il duello Ferrari-Ford degli anni '60, partecipò alla 24 ore di Le Mans nel 1968 iscritta dal team Strathaven Limited: condotta da Salmon-Liddell, conquistò il venticinquesimo tempo in prova e fu costretta al ritiro per problemi al cambio nel corso del 131° giro. A differenza di allora, l'auto monta ora un propulsore in versione maggiorata a 4.942cc, la stessa che in quel 1968 consentì alla coppia Rodriguez-Bianchi di aggiudicarsi la corsa.

 Il sabato mattina, al via della gara, Thuner e Ferrao prendono subito il largo, distanziati tra di loro di pochi secondi, davanti a Stepak, l'unico che nelle prime battute sembra in grado di tenere il passo del duo di testa. Meno fortunato Smith anch'egli su GT40 che, nel tentativo di passare l'Alpine alla staccata della chicane Forza Motorsport finisce in testacoda, venendo risucchiato dal gruppo. Consolidate rapidamente le prime tre posizioni, l'attenzione si focalizza sulla lotta per il terzo posto, che vede protagonisti Meins (GT40), Ward (Lister Costin), Caron (Cobra 289MkII), Hart (Cobra Le Mans) e lo stesso Smith. Alle loro spalle non mancano i funamboli che tentano di sfidare le leggi della fisica: la coppia Williams-Sadler cerca di sopperire alla mancanza di cavalleria della Mini Marcos Gt con staccate impossibili, almeno fino a quando nel tentativo di passare la Corvette di Ruede ad Indianapolis, invece di svoltare verso Arnage non si ritrovano insabbiati nella via di fuga. Si sbaglia volentieri anche nel tentativo di tenere il passo dei primi: Doncieux, alla guida di una GT40, finisce in testacoda a più riprese nello stesso giro mentre Chambon, su AC Cobra, si gira alla Dunlop perdendo il contatto con chi lo precede.

La lotta per la terza posizione ha invece fatto le prime vittime, con Ward rientrato mestamente ai box alla fine del secondo passaggio. Smith appare il più veloce e, nonostante sia preceduto da due ossi duri come Hart e Caron, sfrutta la maggior accelerazione della GT40 per passarli rispettivamente in uscita dalla chicane Michelin e nel tratto tra Arnage e le Porsche. Un giro ed anche Meins deve cedere allo scozzese alla staccata della Dunlop ma, complice una strategia differente dagli avversari, percorrerà il giro successivo in prima posizione in attesa di effettuare il proprio pitstop ritardato. Proprio le soste obbligatorie creano un po' di scompiglio: Thuner e Ferrao, mantengono le prime due posizioni mentre la Alpine A220, passata dalle mani di Stepak a quelle di Blanchemain, subisce una penalizzazione rientrando attardata. Anche la GT40, passata da Smith a Cottingham, perde tempo nel tentativo di riparare l'attacco del cofano anteriore, ritrovandosi nuovamente dietro ai sempre belligeranti Caron e Hart. Chi non avrebbe problemi è Meins, autore di una sosta regolare, ma appena rientrato in pista si gira alla chicane Forza Motorsport, cedendo al trio con cui aveva lottato nella prima fase. Più sfortunato Ferrao che deve accostare il suo bolide a bordo pista per problemi tecnici. La seconda posizione diventa appannaggio di Cottingham, che si è sbarazzato degli avversari con due sorpassi incisivi sulle chicane dell'Hunaudières proprio mentre la direzione gara decise di far entrare in pista la Safety car per permettere ai commissari di rimuovere l'olio lasciato in pista dalla bella Aston Martin DB4GT DP214 di Rawe-Archer, il cui motore ha reso l'anima. La gara di fatto finisce qui con la Safety car che imporrà il ritmo fin quasi sotto la bandiera a scacchi, rientrando solo per permettere ai protagonisti di concludere la gara liberamente: è l'occasione per Caron di tentare il colpaccio, passando Cottingham proprio sulla linea del traguardo ma infrangendo al tempo stesso il regolamento. Un attimo di suspense e tutto rientrato con la direzione corsa che conferma la vittoria di Thuner davanti alla coppia Smith-Cottingham e a Caron.

 

 

RISULTATI QUALIFICHE

RISULTATI GARA

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo Zanello - Marco Zanello
 

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