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WEC & ELMS :

ELMS - 4 ore del Castellet 2015 – Gara

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Jota vincitrice ma poi relegata al terzo posto per un banale errore organizzativo. Seconda la BR01, molto migliorata con l'inserimento delle gomme pirelli.
   
ELMS Castellet 2015
     
12/09/2015 -

Allo scadere delle quattro ore di gara, sembrava che la 4 ore del Castellet avesse deciso quasi definitivamente l’esito della stagione 2015, ma questa volta la dea bendata, ha deciso che tutto dovesse essere rimandato all’Estoril. A cambiare lo stato delle cose un banale errore da parte del team Jota, che ha lasciato Albuquerque alla guida della Gibson per 1’57” in più rispetto ai 90’ consentiti dal regolamento, vedendosi comminare dalla direzione gara una penalità di 45” che l’ha fatto retrocedere dal primo al terzo posto finale. Un vero peccato perché il trio Dolan-Albuquerque-Tincknell aveva davvero meritato la vittoria, grazie ad una condotta di gara al tempo stesso attenta ed incisiva, che gli aveva permesso di recuperare dopo un testacoda di Dolan allo scadere della seconda ora a causa delle coperture usurate. Proprio Albuquerque era stato autore di un grande recupero sui primi mentre Tincknell era sceso in pista negli ultimi 35’ limitandosi a consolidare la prima posizione. Ad approfittare di questa penalizzazione è stato l’equipaggio  del Greaves Motorsport composto da Wirdheim-Lancaster-Hirsch, che ha così bissato il successo di inizio stagione a Silverstone, rientrando al tempo stesso in lotta per il titola, ritrovandosi ad un solo punto dalla testa della classifica. Hirsch e Lancaster si sono battuti come leoni per recuperare il terreno perduto da Wirdheim nelle prime fasi, ma nulla avrebbero potuto se non fosse entrata in pista per due volte la Safety car, ricompattando il gruppo, ma va anche detto che nelle ultime battute Lancaster aveva perso la prima posizione a causa di un problema nel corso dell’ultimo pitstop, quando uno sgraziato arresto della Ginetta P3 dell’SVK, vicina di box, aveva rallentato le fasi di rientro in pista lasciando via libera a Tincknell. Al secondo posto, sempre approfittando della penalità inflitta al tema Jota, è giunta la BR01 (ex SMP) di Aleshin-Shaitar-Ladygin, in testa nelle prime fasi di gara e comunque protagonista, grazie anche alla nuova fornitura di pneumatici Dunlop, resa possibile dal cambio di denominazione della scuderia, ora AF Racing. Senza l’ingresso della prima Safety car l’equipaggio russo avrebbe anche potuto vincere la gara, ma più pragmaticamente il limite è stato Shaitar, chiamato da questa gara a sostituire il poco competitivo Anton Ladygin: il fresco vincitore della 6 ore del Nurburgring (nella classe GTAm), ha faticato per sua stessa ammissione a trovare i corretti punti di frenata, perdendo tempo prezioso nel suo primo stint. La crescita del prototipo di Paolo Catone, che probabilmente il prossimo anno vedremo impegnato nel Wec, è stata confermata dal quarto posto della seconda BR01 in pista, quella affidato a Minassian-Mediani-Marcozov. Il russo tuttavia continua a mostrare forti lacune mentre Mediani sembra soltanto più l’ombra del forte pilota che vinse il campionato di Formula 3 italiano, lasciando il lavoro difficile al povero Minassian, bravo nella prima ora di gara a seguire come un’ombra il compagno di squadra in testa alla gara. Decisamente sfortunata la gara dell’Oreca 05 del tema TDS, afflitta da un gran numero di inconvenienti: dapprima una penalità per Badey, reo di aver guadagnato posizioni in partenza uscendo dai limiti del tracciato, poi una foratura di un cerchione posteriore che provocava lo sgonfiamento  del pneumatico le facevano perdere quasi un giro, poi, quando l’ingresso della safety car l’aveva riportata a ridosso dei primi e addirittura in testa alla corsa, una perdita d’olio freni la costringeva ad un pitstop aggiuntivo che la relegava al sesto posto finale. Una situazione paradossale visti i contemporanei successi del nuovo coupè francese nel WEC, ma non nuova al team francese, che già con l’Oreca 03 e successivamente con la Ligier, aveva patito non poche noie meccaniche. Il distacco in classifica è così salito a 10 punti, difficili da recuperare anche se non impossibili. Gli altri prototipi protagonisti del campionato hanno invece vissuto un week-end più o meno complicato: assenti le due Oreca 03R del team Ibanez ha causa di un cambiamento nell’assetto societario, le altre due barchette Oreca non hanno brillato: quella dell’Eurasia è rimasta attardata sin dal via mentre quella più quotata, iscritta dal Murphy Prototype, è stata protagonista di una brutta uscita di pista all’ingresso della Double de Bousset a causa del distacco del cofano. Tanta paura per Lyons ma fortunatamente i danni li ha riportati solo il prototipo verde: adesso bisognerà capire se il team potrà scendere in pista all’Estoril, considerando anche che nelle scorse settimane ha valutato l’ipotesi di sostituire il mezzo per la prossima stagione, provando peraltro proprio la BR01. Più positivo il week-end del team Pegasus, la cui Morgan nei primi giri è stata in grado di occupare la seconda posizione, dando vita ad un bel duello con Minassian, mentre la Ligier del team Krohn ha ottenuto un buon quinto posto, merito soprattutto di Pla, ritornato alla guida del prototipo motorizzato Judd dopo la felice esperienza di Sebring. L’altra Ligier, quella del team Algarve, si è limitata a girare a lungo, cercando di accumulare più esperienza possibile.

Se gli accadimenti della classifica assoluta hanno ravvivato la corsa al titolo, la P3 ha incoronato i propri re: un nuovo successo della coppia Robertson-Hoy ha permesso di raggiungere l’obiettivo con una gara d’anticipo. Ad impensierirli nelle prime fasi il compagno di squadra Paletou, passato rapidamente in testa, ma quando una sospensione della sua Ginetta ha ceduto, facendo carambolare il piccolo prototipo contro le barriere e richiedendo l’ingresso della safety car, la coppia britannica non ha più avuto rivali. Ancora secondi Sernagiotto-Lacorte, bravi a sfruttare gli errori degli avversari anche se ancora troppo lontani nei tempi sul giro per sperare di poter ambire a qualcosa di più. Da osservare che per la prima volta le P3 sono riuscite a sopravanzare le GTE: viste le lacune delle Ginetta, è probabile che l’arrivo degli altri prototipi allo studio possa davvero garantire a questa categoria di essere una via di mezzo tra P2 e GT.

In GTE i risultati delle prove sono stati stravolti nel corso delle quattro ore di gara, con i due equipaggi che avevano monopolizzato la prima fila fortemente attardati: la Ferrari dell’AT Racing, è stata penalizzata per ben cinque volte, perdendo così ogni speranza di ben figurare, mentre la berlinetta AF Corse eccezionalmente condotta da Bertolini, è stata rallentata da numerosi problemi  tecnici. A vincere è stata così la Ferrari del Formula Racing condotta da Rizzoli-Mac-Laursen, che bissando il successo del Red Bull Ring, ha messo una forte ipoteca sul titolo di categoria. A sorpresa seconda è giunta la BMW del Marc VDS, nonostante fosse partita in ultima posizione, e questo grazie ad una gara attenta.

Anche in GTAm la giornata è stata proficua per le BMW, con il successo del modello affidato a Perera-Lunardi-Demont, davanti al trio Hall-Castellacci-Flohr. Un risultato importante nella sfida che vede opposti i due equipaggi per la conquista del campionato.

 

RISULTATI GARA

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo Zanello
 

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