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WEC & ELMS :

Prologo WEC 2016

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Il Prologo del Castellet anche quest'anno Ŕ stato utile per poter confrontare le prestazioni dei futuri protagonisti del campionato. Tante le novitÓ sia tra le P1 che tra le GTPro, ma azzardare un pronostico in questa situazione appare quantomai rischioso.
   
Prologue_WEC_2016
     
13/04/2016 -

Porsche, Audi o Toyota? Volendo indagare sul chi sia la favorita per la stagione 2016 del World Endurance Championship, in molti proporrebbero Porsche. Se si considerano i risultati del Prologo, svoltosi sul circuito del Paul Ricard nel fine settimana di Pasqua, il vantaggio della casa di Stoccarda sugli avversari è parso tale da non poter essere colmato in tempi brevi: e di questo sembrano esserne consapevoli in primis gli avversari, siano essi tecnici o piloti! La 919 Hybrid in versione 2016 è il risultato di un lavoro meticoloso volto a perfezionare una base di per se già ottima. Il telaio, il motore e la power unit ibrida sono rimasti fondamentalmente quelli della scorsa stagione, ma non per questo i tecnici tedeschi si sono risparmiati: il lavoro si è concentrato sulla meticolosa riduzione dei pesi della componentistica, volta a migliorare l’agilità in curva della 919, ed a compensare la minor potenza erogata dal motore per uniformarsi al nuovo regolamento, che prevede un’ulteriore riduzione di consumo di carburante per giro. Nella stessa direzione sono andati il perfezionamento del sistema ibrido, ed i lunghi test effettuati con gli pneumatici Michelin, cosi come lo studio di tre diverse configurazioni aerodinamiche autorizzate per la stagione entrante: tutti questi particolari alla fine hanno permesso di perdere soltanto due decimi di secondo rispetto al miglior tempo del 2015, ottenuto in condizioni del tutto simili, un risultato di gran lunga superiore alle attese. Toyota ed Audi sono state invece costrette a metamorfosi radicali, nel tentativo di colmare il gap, a tratti imbarazzante, evidenziato nel 2015. La casa nipponica ha rinnegato buona parte delle scelte che avevano contraddistinto il ritorno sulla scena endurance a partire dal 2012: passaggio del motore aspirato ad un più leggero ed elastico V6 turbo, abbandono dei supercondensatori a favore delle batterie a ioni di litio, ammettendo così la bontà della scelta che Porsche aveva già fatto un paio di anni fa, ed aerodinamica a muso alto. La TS050, che a prima vista sembra molto più simile alla progenitrice di quanto non risulti da una più attenta analisi, conserva un sistema ibrido sulle quattro ruote sia per il recupero di energia che per l’erogazione della stessa, passando però nella categoria 8Mj. Nel corso del Prologo sono state portate in pista le configurazioni aerodinamiche a basso carico, che verrà utilizzata a Le Mans e ad alto carico, che invece vedremo nelle prime due gare del campionato.

Per un marchio che rinnega ce n’è un altro che prosegue il suo viaggio senza accusare il colpo. In casa Audi si è deciso di continuare a percorrere la strada dell’esasperazione aerodinamica, consci che il ritardo del proprio sistema ibrido e i limiti del motore diesel possono essere compensati solo con scelte coraggiose. Ad interessare gli addetti ai lavori sin dalla presentazione ufficiale, il muso alto e rastremato che fa rassomigliare il prototipo ad una formula 1 di alcuni anni fa. La complessità del frontale non lascia dubbi al fatto che in casa Audi si cerchi di convogliare un maggior afflusso di aria "pulita" nel fondo scocca, favorendo l'effetto Venturi. A confermarlo l’ampio e complesso diffusore presente al retrotreno. Per cercare di ridurre i problemi di rollio e beccheggio, i tecnici di Ingolstadt hanno abbassato invece abbassato al limite del regolamento i pontoni laterali ed il cofano posteriore. Se poi dal punto di vista motoristico nulla è cambiato, se non un affinamento del propulsore, per il sistema ibrido si è passati alla categoria 6Mj grazie al passaggio alle batterie a ioni di litio. La complessità del progetto fino ad ora ha dato qualche grattacapo in più del previsto, tanto nelle prove private quanto durante il Prologo, dove un problema al telaio ha costretto la squadra ad un lavoro al di sotto delle attese.

Queste le ragioni per le quali pare affrettato fare pronostici sulla stagione entrante: sia Toyota che Audi hanno le carte in regola per fare bene ed il ritardo evidenziato durante il Prologo potrebbe essere in gran parte colmato se, come sembra, i progetti hanno un margine di miglioramento piuttosto ampio. Al tempo stesso non va negato che Porsche sia giunta alla piena maturazione anche dal punto di vista dell’affidabilità, cosa che rende il cammino degli avversari decisamente più arduo. Silverstone ci dirà sicuramente qualcosa di più, ma sinceramente attenderei Spa prima di fare delle valutazioni senza tema di smentita.

Se tra le P2 le novità sono legate soltanto ad una prevalenza di telai Oreca, in attesa di un 2017 nel quale sono attesi i nuovissimi telai Dallara e Riley, ben diversa la situazione tra le Gt, con la sfida Ford-Ferrari che già ha iniziato ad infiammare gli animi. Al Castellet, pur ottenendo i migliori cronometraggi di categoria, le due squadre hanno giocato a nascondersi: e d’altronde fino a quando esisterà il BOP, francamente sarà difficile aspettarsi qualcosa di diverso. Mostrare oggi il proprio reale potenziale, sempre che sia diverso da quello visto, vorrebbe dire vedersi penalizzati prima di Le Mans, minando fortemente le possibilità di vittoria nella classica francese. Certo, nell’evidenziare come la rumorosità di entrambi i motori turbo ricordi tutto tranne che delle auto da competizione, qualche differenza tra le due Gt si può osservare anche ad occhio nudo. Mentre la Ferrari GTE è una elaborazione da parte di Michelotto della versione stradale, la Ford Gt in versione racing nulla pare avere in comune con la versione stradale. Nella sfida difficilmente si potranno intromettere Porsche e Aston Martin, con la prima che potrebbe dire la sua soltanto a Le Mans, quando saranno presenti anche le due vetture ufficiali.

Aspettiamo dunque Silverstone con la curiosità di iniziare a farci un’idea delle forze in campo, ricordando tuttavia che se si vuol vincere una guerra, si deve essere anche disposti a perdere una battaglia.

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo e Marco Zanello
 

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