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WEC & ELMS :

WEC - 6 ore del Nurburgring 2016

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Sul circuito del Nurburgring la Porsche ha centrato la terza vittoria stagionale dopo un bel duello che l’ha vista opposta alle Audi. A vincere però questa volta è stato il trio Bernhard-Hartley-Webber. Terzo successo anche per la Alpine in P2, mentre la Ferrari e la Aston Martin si sono riscattate dalla brutta prestazione di Le Mans, conquistando la vittoria rispettivamnte in GTPro e GTAm
   
6 hours Nurburgring 2016
     
31/07/2016 -

La  stagione europea del Wec si è conclusa lo scorso fine settimana sul circuito del Nurburgring con una gara francamente sottotono: dopo il successo di Le Mans, l’aria che si respirava era quella di un arrivederci alla prossima stagione, e d’altronde non potrebbe essere diversamente. Che piaccia o meno l’endurance, maggiormente di quanto succede per la Formula 1, trova il suo zoccolo duro nella vecchia Europa, vuoi per l’importanza di alcune prove (Spa e Le Mans), vuoi perché scuderie e media provengono da questa parte del mondo. Senza parlare del pubblico, sempre piuttosto presente delle prove europee e totalmente assente nel resto del mondo. E per conseguenza anche la gara non è stata delle più avvincenti. La Audi, dopo il tonfo di Le Mans è apparsa rinvigorita dagli ultimi test effettuati, al punto da centrare la prima fila in qualifica e comandare nella prima parte di gara, salvo poi commettere qualche errore strategico di troppo intorno a metà gara. Il secondo e terzo posto non possono soddisfare appieno, ma i piloti a fine gara parevano francamente rinfrancati, cosa che non può che aiutare in previsione delle prossime prove. Porsche ha invece confermato di essere la macchina da battere, centrando una importante vittoria: non essendoci più dubbi sul potenziale del prototipo di Stoccarda, a preoccupare non è la competitività della macchina quanto alcuni errori davvero gratuiti dei piloti, che al Nurburgring hanno rischiato di compromettere il risultato finale. E poi la Toyota, sulla cui prestazione si può glissare con un “non pervenuta”. Si sapeva che in casa nipponica non era disponibile una configurazione ad alto carico, fondamentale su di un circuito come quello tedesco, però era lecito attendersi qualcosa di più da un prototipo che dopo le prove di Spa e Le Mans era sembrato si fragile, ma sicuramente competitivo. Al Nurburgring invece le due TS050 hanno pagato anche una scelta infelice di pneumatici, che le hanno costrette ad un ritmo di conserva, ritornando ai ritmi cui ci avevano abituato lo scorso anno. La speranza, per il bene del campionato, è quello di ritrovarle competitive già a Città del Messico perché francamente l’assistere ad un duello tra sole quattro macchine non giova affatto.

Poco da segnalare invece tra le P1 private. Se da un lato i cambi regolamentari per il 2017 rendono sempre più complicata la sopravvivenza di questa sottocategoria, dall’altra non si può dire che lo spettacolo offerto dalle tre vetture iscritte giustifichi troppa preoccupazione. La CLM ha per la prima volta dato filo da torcere alle due Rebellion, ma intorno a metà gara un nuovo problema tecnico con conseguente principio di incendio l’ha messa fuori gara. Anche le Rebellion hanno comunque accusato numerosi problemi a tal punto che soltanto negli ultimi minuti di gara sono riusciti a sopravanzare in classifica generale la Alpine, vincitrice della classe P2.

Per chi vive momenti difficili, c’è qualcuno che sogna già il titolo: è il caso della Alpine, che al Nurburgring ha centrato il terzo successo consecutivo, allungando ulteriormente in classifica: l’Oreca 05 è francamente il miglior prototipo disponibile, ed il trio di piloti a disposizione è il più consistente del gruppo. Non bisogna tuttavia sminuire l’importanza del gruppo di tecnici che può vantare l’Alpine: mentre il prototipo blu fa collezione di trofei, le altre Oreca la fanno di ritiri: quella del G-Drive, che con Rast aveva conquistato l’ennesima pole, è stata costretta al ritiro dopo due ore di gara, ripetendo quanto accaduto a Le Mans. A conquistare il secondo e il terzo gradino del podio sono state allora due Ligier, ma è sempre più chiaro che il prototipo progettato dall’OAK difficilmente può inserirsi nella lotta per la vittoria.

In GtPro la Ferrari ha centrato una splendida doppietta, con Bruni e Calado che sono ritornati a successo dopo gli incredibili accadimenti di Spa e l’ingloriosa Le Mans, mentre Rigon e Bird hanno ridotto lo svantaggio in classifica rispetto ai capofila Mucke e Pla. La Ford dal canto suo non è riuscita a contrastare efficacemente avversarie italiane, anche se a tratti in gara è apparsa davvero competitiva. Il quarto posto conclusivo è stato conseguenza di un Drive Through comminato dai commissari di gara per un errore nel corso di un pitstop e non per una vera mancanza di competitività. E’ apparsa rinvigorita anche la Aston Martin, che dopo aver conquistato la Pole ha a lungo condotto la gara, prima di concludere al terzo posto.

In GtAm è ritornata alla vittoria la Aston Martin di Lamy-Lauda-Dalla Lana, ma in classifica generale pesa il ritiro di Le Mans; Perrodo-Aguas-Collard hanno infatti ottenuto un convincente secondo posto che li mantiene ampiamente primi, anche grazie alla squalifica comminata alla Porsche del KCMG, transitata seconda sotto la bandiera a scacchi.

Chiudiamo con una considerazione sulla direzione corsa: dopo la tanto criticata partenza di Le Mans, anche al Nurburgring si è ecceduto nell’utilizzo del regime di Full Yellow Circuit, ben cinque, condizionando anche il risultato della gara. Nelle interviste finali sia Lotterer che Webber ci sono andati giù pesante con le critiche, ma francamente ci sentiamo di condividerne il pensiero. Va bene tutelare la sicurezza dei piloti, ma è necessario che l’automobilismo ritorni a rappresentare quello che davvero è: uno sport in cui il rischio rappresenta la metà della bellezza.

 

RISULTATI QUALIFICHE
RISULTATI GARA

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo e Marco Zanello
 

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