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WEC & ELMS :

WEC - 6 ore di Cittā del Messico 2016

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In Messico si č ripetuta la sfida Porsche-Audi che giā aveva contraddistinto la gara del Nurburgring. A vincere sono stati Webber-Hartley-Bernhard, mentre l'equipaggio della seconda Porsche ha rafforzato il vantaggio in classifica. Successo in casa per Rodolfo Gonzales in P2, mentre la Aston Martin č tornata alla vittoria dopo un lungo digiuno in GTPro. In GtAm vottoria della Porsche del Proton.
   
6 hours Mexico City 2016
     
08/09/2016 -

Altro giro altra corsa! Il Wec, chiusa la lunga parentesi europea, ha fatto tappa, per la prima volta, in Messico, sul celebre circuito intitolato agli sfortunati fratelli Rodriguez. Una scelta dettata da ragioni commerciali che ha incontrato i favori del pubblico, accorso in massa, ma che non ha convinto appieno le scuderie più importanti: correre a 2000 metri di altitudine ha comportato l’utilizzo di sistemi di raffreddamento aggiuntivi che hanno necessitato una attenta preparazione ed una conseguente spesa economica aggiuntiva. E parlando di giganti, come al Nurburgring si è ripetuta la sfida tra Porsche ed Audi, ma anche la Toyota, completamente anonima in terra tedesca, è ritornata a dire la sua. La quarta vittoria della Porsche non deve trarre in inganno: la bagarre con le Audi è stata avvincente lungo tutte le 6 ore di gara e soprattutto in condizioni di bagnato, le auto dei quattro anelli sembravano volare. Ad un’ora dalla conclusione la rincorsa di Lotterer-Fassler, rallentati da un problema di gomme ad inizio gara, su Bernhard-Webber-Hartley sembrava completata, ma un errore di Lotterer ha costretto la vettura n°7 ad accontentarsi del secondo posto. Al terzo posto, come già detto, la ritrovata Toyota di Sarrazin-Kobayashi-Conway. Il prototipo giapponese ha pagato una configurazione espressamente studiata per le Mans, ma su circuiti relativamente veloci come quello di Città del Messico, è riuscito a dimostrare il proprio potenziale. Per una Porsche che vince, l’altra rafforza il comando nella classifica generale grazie all’anonimo quarto posto ma soprattutto ai problemi che hanno costretto la Audi di Duval-Di Grassi-Jarvis a lungo ai box, estromettendola dalla classifica finale. A quattro gare dal termine il titolo non pare più in discussione, ma nel mondo dell’endurance meglio non fidarsi troppo delle situazioni apparentemente definite. Se poco e nulla si può dire sulle P1 private, che ridotte a due dopo il ritiro definitivo di una delle Rebellion non offrono più alcuno spettacolo (a patto che lo abbiano mai offerto), la parentesi messicana si è conclusa con il grande successo della categoria P2. Da buon profeta in patria a vincere è stato Ricardo Gonzales, sia per aver spinto affinché il Messico avesse la sua gara, sia perché insieme ai compagni Albuquerque e Senna ha conquistato prima la Pole Position e poi la vittoria. Ciò che però ha reso la gara davvero appassionante è stato il duello che ha visto opposti i vincitori alle Oreca del G-Drive e dell’Alpine. A meno di un ora dalla fine sembrava che il solito Rast dovesse vincere agevolmente, ma l’ennesimo problema ad uno dei dischi della Brembo lo ha costretto al ritiro, lasciando il solo Lapierre a contendere la vittoria all’equipaggio messicano.

Meno avvincente del solito le categorie GT, ed in particolare la GTPro: per una volta le Aston Martin l’hanno fatta da padronae, se non fosse stato per la pioggia nella seconda parte di gara, avrebbero agevolmente ottenuto una doppietta. Alla fine ha vinto la coppia Turner-Stanaway, che nelle ultime fasi ha però dovuto guardarsi dal ritorno della Ferrari di Bruni-Calado, scatenati in condizioni di pista bagnata. Sia le vetture del cavallino rampante che le Ford GT, con i loro motori turbo, hanno sofferto l’altitudine, rincorrendo per tutto il week-end le avversarie. In GTAm ha invece trionfato la Porsche di Long-Heinemeier-Al Qubaisi davanti alla solita Ferrari di Collard-Aguas-Perrodo.

 

RISULTATI QUALIFICHE
RISULTATI GARA

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo e Marco Zanello
 

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