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WEC & ELMS :

WEC - 6 ore di Spa 2017

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La verde cornice di Spa ha regalato la seconda vittoria dell'anno alla Toyota, con Buemi-Nakajima-Davidson che hanno preceduto i compagni di squadra Conway-Kobayashi. Porsche ancora in difficoltà nonostante la Pole Position di venerdi. In GTPro le Ferrari non hanno avuto rivali, conquistando una perentoria doppietta.
   
6h of Spa 2017
     
11/05/2017 -

Leggendo quanto negli ultimi giorni la stampa specializzata ha scritto sulla 6 ore di Spa, è parso quanto mai chiaro di come lo stesso evento comporti giudizi diversi in base alla prospettiva dalla quale lo si analizza. La Toyota ha vinto la sua seconda gara consecutiva ed anzi, in questo caso, ha centrato anche una perentoria doppietta, ma in pochi sembra si sentano di definirla la prima forza del campionato. Meno che mai dopo che la Porsche ha inviato una lettera di chiarimenti alla FIA a proposito del diffusore adottato dal costruttore giapponese, considerato non conforme al regolamento tecnico vigente. Insomma, Toyota vince ma, almeno pare, non convince! E così c’è chi parla di una Porsche che ha puntato tutto su Le Mans, chi giustifica i risultati ricordando come la casa di Stoccarda abbia utilizzato fino ad ora configurazioni a basso carico, poco adatta sia a Silverstone che a Spa e chi, infine, parla di difficoltà della 919 nel contenere l’usura dei pneumatici. Tutto vero, ci mancherebbe altro, ma così facendo si guardano più i limiti dei secondi che i meriti dei primi, nella convinzione che questa sia l’alchimia per mantenere inalterato l’interesse degli appassionati. La verità, probabilmente, è che si sta cercando disperatamente di dare ossigeno ad un campionato che, dopo il ritiro di Audi, vive un anno di transizione in piena asfissia. Una situazione che si temeva, ben consci che la differenza tra i competitor poteva essere piuttosto ampia, come si era capito già a fine 2016. In fondo la Porche 919 è una macchina che ha raggiunto la sua piena maturazione, sulla quale sono stati risolti appieno i problemi di affidabilità che ne avevano contraddistinto la prima stagione, ma anche limitata nella crescita, mentre la Toyota TS050 è un prototipo in piena fase di sviluppo. Se la prima può contare sull’affidabilità, la seconda ha dalla sua un potenziale decisamente più ampio, che i franco-nipponici hanno sfruttato decisamente bene, lavorando sia sull’unità motrice che sull’aerodinamica. Poi che vinca a Le Mans, questo è un altro discorso, ma varrebbe la pena di riconoscerne appieno i meriti. A Spa ai due prototipi iscritti al campionato, Toyota ha affiancato una versione a basso carico, affidata a Sarrazin-Lapierre-Kunimoto, che ha sorpreso nelle qualifiche, ottenendo il miglior tempo nelle mani di Sarrazin, per poi perdersi in gara soltanto per le imprecisioni di Lapierre e la poca esperienza di Kunimoto. Apparentemente sono proprio i piloti l’anello debole della squadra: Lopez ancora infortunato, tanto da saltare la gara belga, Lapierre che resta un pilota propenso all’errore e Kunimoto piuttosto lento potrebbero finire con il fare equipaggio a se, lasciando gli altri a giocarsi le possibilità di vittoria. A questo punto la coppia Conway-Kobayashi, seconda a Spa solo a causa di due FYC capitate nel momento sbagliato, potrebbe ospitare Sarrazin, mentre Buemi-Nakajima-Davidson, primi a Spa così come a Silverstone dovrebbero continuare questa felice convivenza. In casa Porsche, come già detto, si è palesato un preoccupante problema di usura dei pneumatici. Certo la 919 non è mai stata troppo gentile con le coperture, ma vedere Lotterer in crisi già nelel prime tornate della gara belga, beh, era evento davvero inatteso. La sosta anticipata ha di fatto messo subito in difficoltà la vettura che aveva conquistato la Pole Position, lasciando il solo trio Hartley-Bamber-Bernhard ad impensierire le Toyota. Una foratura prima e un errore di Hartley in fase di doppiaggio li hanno però relegati sul gradino più basso del podio.

Alle spalle delle cinque vetture ibride, per una volta si è vista al traguardo la Enso-CLM: inutile dire che il prototipo è quello che è, ma c’è da  attendersi che a Le Mans possa non avere difficoltà a stare davanti alle varie P2, grazie alla maggior potenza garantita dal Nismo. Poi, se per un caso inatteso, dovesse conservare anche l’affidabilità, allora potrebbe ottenere un risultato che fino a ieri sembrava improponibile.

Se il monomarca P2 ha confermato la notevole crescita di prestazioni rispetto al 2016, con la vittoria che è andata a Rusinov-Lynn-Thiriet, a lasciare con l’amaro in bocca è stata la GTPro, dove ogni anno a Spa si compie il rito dell’ “indietro a tutta” nel tentativo di ottenere un BOP più favorevole per Le Mans. Mentre le Ferrari volavano verso una storica doppietta, messa in discussione soltanto dall’irruenza di Bird e Pierguidi che, nelle prime fasi di gara hanno rischiato di eliminarsi a vicenda, e Ford cercava di recitare il ruolo della guastafeste, le Porsche 911 e le Aston Martin si sono a lungo contese il titolo di paracarro della corsa. Uno spettacolo davvero indecoroso che, onestamente, non fa bene a questo sport. A questo punto molto meglio la GTAm, dove tutti possono dare quello che hanno senza timore di veder rovinato il lavoro futuro. E se i primi sotto la bandiera a scacchi sono stati i soliti Lamy-Lauda-Dalla Lana, il vero vincitore è stato Cairoli che, con una condotta di grande maturità ha permesso al team Proton di conquistare un secondo costo di classe che vale oro. Soprattutto se si considera che dell’equipaggio fa parte un certo Ried, non certo un campione.

Un po’ di pepe sul fine settimana lo ha offerto Gerard Neveu, direttore generale del WEC, che si è a lungo soffermato con i giornalisti parlando del futuro di questo campionato. L’obiettivo resta la riduzione dei costi, passando magari attraverso la riduzione delle corse oltre oceano. A rischiare maggiormente sono Città del Messico e Austin, mentre se davvero dovesse tornare una gara a Monza, allora a saltare potrebbe essere o Silverstone o il Nurburgring. Potrebbero subire delle modifiche anche i formati delle gare: non più tassativamente delle sei ore, ma durate differenti in base all’evento. Che si tratti di realtà o fantascienza, questo è lo stato dell’arte al momento, e di questo, magari a malincuore, dobbiamo accontentarci in attesa di periodi più ricchi. Parafrasando un celebre dramma teatrale, “aspettando…..Peugeot”.

 

RISULTATI QUALIFICHE

RISULTATI GARA

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo e Marco Zanello
 

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