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WEC & ELMS :

24 ore di Le Mans 2017 - Prove

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Kobayashi e Nakajima portano le Toyota ad occupare la prima fila della 24 ore di Le Mans, annichilendo i rivali della Porsche grazie anche al nuovo record di velocitÓ media sul giro del circuito. In P2 grande equilibrio, soprattutto tra le Oreca, con Lynn che strappa di un soffio la pole a Petrov. Aston Martin davanti a tutti in GtPro, dove tuttavia si ha la sensazione che in molti abbiamo coperto le carte mentre in GtAm, a sorpresa, perentoria Pole di Rees su Corvette.
   
24 heures du Mans 2017
     
16/06/2017 -

I record, si sa, sono fatti per essere battuti, e in questo neppure Le Mans fa eccezione. Come nel 2010 a cadere per mano del team Audi, fu il record di maggior distanza percorsa realizzato nel 1971 dalla 917 di Marko-Van Lennep, ieri pomeriggio a cadere è stato il record di velocità media sul giro, realizzato da Stuck nel 1985, alla guida di una Porsche 962C. Protagonista dell’impresa il simpatico e scanzonato giapponese Kobayashi, noto ai più per il suo passato in Formula 1, ed impegnato ormai da due anni nel WEC con il team Toyota che, centrando un giro perfetto ha completato i 13,629 km all’incredibile media di 251.882 km/h. Peraltro il tempo sul giro, di 3’14”791, è andato vicinissimo all’essere il miglior tempo di sempre. Per ora Sir Jackie Oliver può stare sereno, il record per quest’anno rimane ancora il suo, ma non si può escludere che lo stratosferico 3’13”600, realizzato sempre nel ’71 e sempre su Porsche 917, possa avere vita breve.

Cosa comporti questa prestazione in senso assoluto, lo ha riassunto perfettamente lo stesso Kobayashi: probabilmente nulla! A Le Mans il più delle volte non si vince con la sola velocità (chiedere a Peugeot relativamente l’edizione 2010) e meno che mai con un giro al fulmicotone in qualifica. E’ però anche vero che questa dimostrazione di superiorità sul giro va a rafforzare la sensazione, avuta sin dai test di Monza, che Toyota sia una spanna sopra la Porsche e che, come tale sia la sola ad aver qualcosa da perdere. La volontà di vincere l’agognata maratona c’è tutta ed è confermata dalla presenza della terza macchina in pista, ma in 24 ore tutto può succedere: dall’errore umano al guasto tecnico. Proprio sul fronte tecnico potrebbero  arrivare le maggiori sorprese: nella giornata di ieri, prima sulla Toyota di Buemi e poi sulla Porsche di Hartley a cedere sono stati i rispettivi motori, costringendo entrambe le scuderie alla sostituzione del particolare. Non è comunque da escludere che toyota attui una strategia differente sulle tre vetture, con Kobayashi-Conway-Sarrazin a fare da lepre, Nakajima-Buemi-Davidson a marcare la Porsche più veloce e Lapierre-Lopez-Kunimoto a fare gara d’attesa. Questo sempre che, come si è osservato, la Toyota sia più veloce anche sul passo gara.

A gioire ieri sera è stato anche Koelles, il cui prototipo nella serata di ieri si è assicurato la sesta posizione assoluta in griglia, grazie a due giri impressionanti di Webb. Partire in terza fila a Le Mans ha una valenza d’immagine ancor più che sportiva: non a caso, si dice, lo stesso Koelles avesse scommesso sulla possibilità di sopravanzare le P2 in qualifica, cosa che non gli era riuscita nelle prime due prove. Peraltro il prototipo austriaco è risultato il più veloce nel corso delle quattro sessioni, unico a toccare i 340 km/h.

L’equilibrio, come previsto,  è stato grande in P2, con dodici prototipi (undici dei quali Oreca) racchiusi in soli tre secondi.  A darsi battaglia per la Pole sono stati Lynn, per il G-Drive e Petrov per la Manor, finiti poi nell’ordine, ma nel corso della terza e ultima sessione di prove, un po’ tutti si sono migliorati. A stupire un po’ tutti è stato Aleshin, unico ad essere in grado di portare una Dallara nella top- ten, girando a poco più di due secondi dal miglior tempo. A lungo si è discusso delle problematiche incontrate dalle avversarie dell’Oreca: le Dallara risultano troppo veloci in rettifilo, pagando poi nel misto, ovvero esattamente il contrario di quanto accade alle Ligier. Anche peggiore poi la situazione dell’unica Riley presente in pista, apparsa davvero poco competitiva. In prospettiva gara la vettura da battere dovrebbe essere l’Oreca di Tung-Laurent-Jarvis, che domani si lancerà dal terzo posto dello schieramento: probabilmente se la dovrà vedere proprio con il G-Drive di Lynn-Rusinov-Thiriet e con le due Rebellion-Vaillante.

Poco da dire sulla GtPro, se non che, memori di quanto avvenuto lo scorso anno, molti team non si sono scoperti. La Pole è andata alla Aston Martin di Turner, che negli ultimi minuti ha rischiato di vedersi battere dalla Ferrari di Calado, poi giunto secondo. In linea di massima in gara la differenza la dovrebbe fare l’usura dei pneumatici, parsa comunque relativamente contenuta nonostante le alte temperature di questi giorni. Le meno favorite dovrebbero essere proprio le Aston, mentre ci si attende qualcosa di buono dalle Ford e dalle Porsche. Attenzione poi alle Ferrari: nell’anno del settantenario una vittoria a Le Mans sarebbe importante.

Inattesa infine la Pole di Rees con la Corvette del team Larbre in GtAm: in molti si attendevano il solito Lamy, che invece si è dovuto accontentare della seconda piazza, ma in gara le cose dovrebbero girare a favore della Aston Martin, i cui piloti hanno girato costantemente su tempi interessanti. I principali avversari dovrebbero essere quelli del Dempsey Proton Racing, con cairoli che tuttavia non è andato oltre il quarto tempo, preceduto dalla Ferrari della Scuderia Corsa di Bell.

 

RISULTATI QUALIFICHE

 
a cura di Marco Zanello
Photo by Giacomo Zanello & Marco Zanello
 

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