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WEC & ELMS :

Analisi Tecnica WEC: le novitÓ della 24 ore di Le Mans

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24 heures du Mans
     
17/06/2017 -

Mancano poche ore alla partenza della 85esima edizione della leggendaria 24 Ore di Le Mans.

Si tratta di un punto cardinale dell’intera stagione del motorsport e quest’anno conta 60 vetture e 179 piloti al via.

La classe Prototipi LMP1 ha una griglia di 6 vetture mentre sono ben 25 le vetture, di 4 costruttori diversi, nella classe LMP2.

Le caratteristiche del circuito della Sarthe sono uniche e la configurazione delle vetture adottata qui è molto specifica e non riproponibile nei restanti eventi del campionato WEC.

Il tempo sul giro è strettamente legato al livello totale di drag della vettura dal momento che la potenza disponibile dei motori ed il grip degli pneumatici sono identici per i prototipi della stessa classe.

La velocità di punta nei lunghi rettilinei è fondamentale per la performance complessiva sul giro, tuttavia è necessario disporre di un accettabile carico aerodinamico per la percorrenza delle curve ed un comportamento dinamico prevedibile e sicuro nelle fasi di frenata e nei cambi di direzione. L’utilizzo dello stesso set di pneumatici per stint successivi è determinante per la strategia di gara e richiede un buon bilancio della vettura per poter essere attuato.

Il muso della vettura è generalmente una parte considerevole del kit aerodinamico per Le Mans, progettato con un minore target in termini di downforce e con minore resistenza complessiva.

Si cerca di ottenere un fender anteriore con maggiore corda e quindi maggiore snellezza, allungando la parte anteriore, riducendo la curvatura superiore ed eliminando i recessi che guidano il flusso verso gli sfoghi regolamentari sopra le ruote anteriori.

Le appendici aerodinamiche “Dive plates” vengono ridotte in numero (generalmente 1 sola) con limitata superficie totale, curvatura ed estensione anteriore al fender.

 

Dallara LMP2  - comparazione tra muso ad alto carico aerodinamico (sopra) e versione a basso carico (sotto)

 

Oreca 07 – dettagli del fender anteriore in versione ad alto carico (sopra) e modifiche introdotte con il kit Le Mans (sotto)

 

Ligier JSP217 – due diverse evoluzioni del muso, con flap esteso nella zona splitter e prese d’aria dei freni integrate (destra), comparate con il kit aero di basso carico per Le Mans (sinistra)

 

Riley Multimatic MK30  - Fender anteriore con profilo laterale  più squadrato e superficie superiore con minore curvatura. Assenza delle paratie laterali dello splitter con disegno molto semplice delle estremità. Minore carico aerodinamico e minore drag.

 

Il raffreddamento di tutti i sottosistemi (olio, acqua, scambiatori di calore) è di fondamentale importanza in una gara di endurance estremo come la 24 ore. L’affidabilità è migliorata con temperature di esercizio ridotte e la permanenza ad alte velocità durante l’intero giro di pista consente di ottenere con maggiore facilità l’equilibrio termico.

E’ infatti possibile ridurre la sezione delle prese d’aria ottimizzando la forma delle parzializzazioni disegnate come parte integrante del kit aerodinamico.

 

Porsche 919 Hybrid – Dettagli della sezione di ingresso del tunnel laterale. Apertura parzializzata (destra) rispetto alla versione standard (sinistra)

 

La chiglia anteriore, i deviatori di flusso sotto al muso, i cestelli dei freni, l’ala posteriore e le paratie laterali sono altre aree interessate dalle modifiche dei kit di basso carico aerodinamico, anche in considerazione del diverso modo di far lavorare il flusso del fondo vettura, a causa delle altezze da terra e assetto longitudinale utilizzato a queste velocità.

 

Porsche 919 Hybrid - Modifiche ai deviatori di flusso nella parte anteriore della chiglia sotto al muso

 

Toyota TS50 – Dettaglio delle carenature della sospensione posteriore e tunnel a fianco del diffusore posteriore

 

 

 
a cura di Ing. Riccardo Romanelli
Drawings Antonio Pannullo
 

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