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WEC & ELMS :

Analisi Tecnica WEC: le novitÓ della 6 ore del Nurburgring

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6h_Nurburbring
     
02/08/2017 -

La 6 ore del Nurburgring ha fornito l’opportunità di vedere nuovamente le vetture LMP in configurazione di elevata downforce, una netta svolta rispetto ai target di massima efficienza aerodinamica adottati in occasione della leggendaria 24 Ore di Le Mans.

La gara è stata considerata come traguardo importante della stagione WEC. Il campionato del mondo endurance in prospettiva dovrà ridefinirsi a seguito dell’abbandono, dato per certo, della Porsche che seguirebbe a breve distanza quello dell’Audi.

Porsche ha mostrato una netta supremazia in termini di performance e consistenza del passo gara che l’ha portata ad una vittoria con ben poca resistenza da parte di Toyota.

Il kit di elevata deportanza utilizzato Porsche mostra alcuni dettagli interessanti in particolare nella parte anteriore della vettura.

Il fender anteriore è meno prominente ed alla base è collocato un Dive Plate con dimensioni importanti, sopra alla superficie dello splitter.

Il disegno del Dive Plate è comune a quanto adottato dalle vetture LMP con una superficie sostanzialmente orizzontale che genera il carico aerodinamico utilizzando la zona con coefficienti di pressione positivi davanti al “naso” del fender, con limitata generazione di vortici.

Il taglio sul lato esterno, vicino all’intersezione con il fender, è disegnato con lo scopo di controllare il flusso sulla superficie laterale.

I Lowers superiori sono modificati come vedremo in maggior dettaglio nel disegno successivo.

 

Porsche 919 Hybrid - comparazione tra muso ad alto carico aerodinamico (sinistra) e versione a basso carico

 

I lowers anteriori collocati tra la superficie interna del fender anteriore e la parte anteriore del telaio mostrano evidenti differenze comparando la versione di elevata deportanza (destra) con quella vista in occasione dei test sul circuito di Monza.

A causa della diversa distorsione del flusso generata dall’insieme dell’ala anteriore (splitter + flap) è necessario avere una maggiore apertura verticale tra i profili per meglio controllare il flusso sopra di essi.

Per questo motivo vi sono solo 2 elementi al posto dei 3 ed un maggiore slot verticale tra di essi.

 

Porsche 919 Hybrid – dettagli dei Lowers anteriori nella versione utilizzata a Monza (sinistra) e nella versione con kit aero ad elevata deportanza (destra)

 

All’estremità dello splitter è visibile un fence longitudinale che agisce limitando il flusso sotto la superficie dello splitter. La zona alla base del fender è caratterizzata da coefficienti di pressione positivi che creano una spinta verticale verso il basso con il flusso che tende ad avvolgersi attorno all’estremità laterale. Lo schermo laterale riduce questo effetto incrementando la downforce.

 

Porsche 919 Hybrid – Schermo laterale all’estremità dello splitter nella versione ad alto carico aerodinamico

 

L’effetto di “bloccaggio” che si crea nella parte inferiore del muso della vettura limita la generazione di carico aerodinamico ed incrementa il drag.

Come discusso più volte, l’insieme splitter-flap deve essere considerato come un’ala in effetto suolo. La distorsione indotta nel flusso ed il gradiente longitudinale di pressione sotto al muso causano una separazione dello strato limite ed un effetto di bloccaggio nella zona inferiore della scocca.

Adottato da diversi anni in F1 il cosiddetto “F-Duct” consente di fornire un canale alternativo per il flusso inferiore, spostando verso l’alto lo strato limite e parte della portata inferiore, garantendo una migliore efficienza nella generazione della downforce anteriore.

 

Porsche 919 Hybrid  - “F-Duct” anteriore, dettaglio del canale interno con ingresso del flusso nella parte inferiore del muso ed uscita nella zona superiore.

 

Nolder posteriori con dimensioni significative, collocati sul bordo d’uscita del cofano, sono evidenziati nell’immagine seguente. La loro presenza genera una curvatura equivalente della superficie superiore del cofano generando un carico aerodinamico, sostenuto anche dall’effetto soffiaggio dei gas di scarico.

La combinazione nolder posteriore-dive plates anteriori è molto efficace nella regolazione del bilanciamento aerodinamico longitudinale della vettura.

 

Porsche 919 Hybrid – Nolder nella parte terminale del cofano

 
a cura di Ing. Riccardo Romanelli
Drawings Antonio Pannullo
 

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