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WEC & ELMS :

Analisi Tecnica: Rebellion R13

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Rebellion R13
     
12/05/2018 -

Il weekend di gara a Spa Francorchamps è come di consueto una buona occasione per testare la configurazione aerodinamica a basso carico che verrà adottata a Le Mans.

In questa breve analisi ci occupiamo della Rebellion R13, attore primario nella lotta al titolo delle LMP1 “private”.

Sarà interessante vedere le sue prestazioni a Le Mans, a confronto con la Toyota Hybrid TS050.

E’ noto che la Rebellion R13 è progettata attorno alla scocca Oreca 07 e motore Gibson GL458.

A prima vista, la filosofia della vettura è quasi identica alla Oreca 07, tuttavia ci sono molte aree modificate dalla parte anteriore al retro per una diversa gestione dell’aerodinamica esterna e del raffreddamento.

Il fender posteriore della Rebellion R13 mostra un disegno convenzionale, caratterizzato da un volume anteriore con un bordo d’ingresso molto fine ed allungato, orientato verticalmente. Oreca 07 in effetti è la sola a mostrare in questa area con un concetto molto distintivo con il volume anteriore inclinato verso il piano mediano della vettura consentendo un controllo del flusso in questa zona, evitando separazioni anche in presenza di flusso laterale dovuto all’angolo di deriva della vettura in curva. L’estremità dello splitter mostra una superficie superiore continua fino alla larghezza massima, senza la parete verticale di estremità da cui origina lo schermo laterale a “cucchiaio”. Questo ha senso considerando che la parte sinistra del disegno raffigura la configurazione a basso carico, evidenziata anche dalla singola dive plate sul fender.

 

Confronto Rebellion R13 (sinistra) vs. Toyota TS50 - confronto dell’estremità splitter anteriore (versione basso carico) e fender posteriore

 

Rebellion R13 (sinistra) vs. Oreca 07– dettaglio delle estremità dello splitter. Basso carico (sinistra) e schermo laterale “a cucchiaio”

 

La superficie inferiore dello splitter, che termina davanti al vano ruota, è molto importante per gestire la zona di alta pressione ed il vortice che scorre nella zona interna della ruota. Una piccola deriva verticale è utilizzata per gestire la direzione del flusso e garantire un soffiaggio dove è desiderato invece di consentire uno sviluppo vorticoso incontrollato.

 

Rebellion R13 - dettaglio della deriva verticale posizionata sotto allo splitter di fronte al vano ruota

 

La chiglia anteriore, i deviatori di flusso sotto al muso, i cestelli dei freni, sono altre aree modificate della Rebellion R13. Questi elementi sono disegnati per direzionare lateralmente il flusso che proviene dal bordo d’uscita dello splitter migliorandone la qualità e permettendo di alimentare il fondo ed il diffusore posteriore con una portata di flusso più pulito.

 

Rebellion R13 (sinistra) vs. Oreca 07– Deviatori di flusso per guidare il flusso in uscita dallo splitter

 

Dettaglio del deviatore di flusso, costituito da tre elementi, posizionati a lato della pancia. Il canale compreso tra l’interno della cuspide del fender anteriore e a pancia laterale necessita di una guida del flusso con elevate velocità e bassa pressione sulla superficie laterale della pancia, evitando separazioni con conseguente incremento di resistenza.

L’apertura verticale del secondo e terzo deviatore creano una superficie equivalente molto rastremata con minore area e minore bloccaggio.

 

Rebellion R13 – deviatori di flusso sulle pance laterali in prossimità del tunnel radiatori

 

Il motore della Rebellion R13,  Gibson GL458 è derivato dalla versione LMP2 con cilindrata incrementata da 4,2 L a 4,5 L.  Questo ha modificato la richiesta di dissipazione termica con conseguente necessità di incrementare il raffreddamento.  La fluidodinamica interna, la posizione e dimensione dei radiatori è stata progettata per soddisfare questa esigenza.

Sulla superficie superiore della pancia laterale è visibile la presa d’aria incassata che cattura un flusso di aria fresca direzionandolo all’interno del tunnel radiatori.

 

Rebellion R13 – Condotto di raffreddamento sulla superficie superiore della pancia

 

 

 

 

 

 
a cura di Ing. Riccardo Romanelli
Drawings Antonio Pannullo
 

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