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WEC & ELMS :

WEC - 6 ore di Spa 2019

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NEL BIANCO
In un sabato caratterizzato dalla neve, dal ghiaccio e dal vento, la Toyota conferma la sua superioritÓ', centrando l'ennesima vittoria con Alonso-Buemi-Nakajima, che di fatto ipotecano anche il titolo. Tra le P2 la vittoria arride al team Dragonspeed mentre in GTPro torna alla vittoria la Aston Martin con il beniamino di casa Maxim Martin coadiuvato da Alex Lynn. Vittoria infine per la Porsche-Proton in GTAm
   
6 Hours Spa 2019
     
05/05/2019 -

Era scritto che la 6 ore di Spa 2019 dovesse essere ricordata nella storia dell’endurance: certo era atteso che nevicasse la notte prima della gara, era atteso che la gara si corresse in condizioni prevalenti di bagnato, ma nessuno poteva immaginare che dopo soli 3 minuti da una partenza imprevedibilmente soleggiata, sulla pista scendesse una copiosa nevicata tale da trasformare il circuito in un ambiente surreale. Un ambiente che è andato mutando costantemente per tutto il pomeriggio, con l’unica costante del forte vento, dando vita ad una gara nella gara, difficile da interpretare sia per i team che per gli addetti ai lavori. Peraltro la penultima prova della Superseason 2018-19 del WEC ha fatto parlare di se ancora prima che le auto scendessero in pista: a farla da padrona le dichiarazioni dei due ex campioni del mondo di Formula 1, Alonso e Button, che nella settimana che  anticipava l’evento hanno annunciato l’interruzione, almeno per il momento, della loro avventura nel mondiale endurance: l’asturiano correrà ancora a Spa e a Le Mans, dopodiché cederà il volante a Brendon Hartley, di ritorno dopo una stagione e mezza in Formula 1, per dedicarsi ad una nuova avventura: i più parlano di un impegno a tempo pieno in Indy, altri di un ritorno (decisamente meno probabile), in Formula 1. Quanto e apparso chiaro e però che un certo legame con l’endurance si è creato e che nel medio periodo non sarebbe da escludersi un ritorno nella categoria e, soprattutto, a Le Mans. Per Button invece il discorso è meno articolato. La compagna dell’inglese e in dolce attesa e, piuttosto che passare i prossimi mesi a farsi doppiare dalle Toyota, Janson ha preferito salutare in anticipo la carovana, dedicandosi con più serenità al lieto evento. Il suo posto è stato immediatamente preso da Stoffel Vandoorne la cui posizione, dopo l’appiedamento dalla Formula 1, si era fatta particolarmente nebbiosa. Il team SMP garantisce cosi la presenza su ogni vettura ad un ex della massima formula dopo l’esordio al Sebring di Sirotkin. Per il resto, confermata la sostituzione di Berthon al posto di Beche sulla Rebellion, annunciata prima del Sebring, e ritorno al WEC di Perez Companc alla guida della Ferrari del Clearwater al fianco di Griffin e Cressoni. Anche a livello tecnico, in attesa di leggere lo speciale che l’Ing. Romanelli dedicherà all’evento, possiamo anticipare che sì e vista qualche novità. Tra tutte, la più importante è stata la modifica apportata al retrotreno della Enso al fine di ospitare il motore Gibson in sostituzione del Nissan, dopo le tante polemiche seguite alla 24 ore di Le Mans dello scorso anno, ma anche le nuove configurazione viste sull’anteriore di Toyota e Rebellion, entrambe in previsione della classica francese. Da segnalare poi le ennesime modifiche apportate all’Eot nel tentativo di avvicinare le prestazioni dei privati a quelle di Toyota: a partire dalla gara di Spa ai primi è stato scontato il limite di consumo di benzina per singolo giro, anche se gli aspirati si sono visti ritoccare il peso verso l’alto di sei kg. Anche le Toyota hanno ricevuto un aiuto, decisamente meno pubblicizzato da organizzatori e media, passando dai 61 ai 71Mj di energia utilizzabili per giro. 

 Ed alla fine in pista poco è cambiato, con le Toyota padrone della scena in tutte le condizioni metereologiche, ed impossibilitate a realizzare l’ennesima doppietta soltanto a causa di un problema al sistema ibrido che ha costretto ai box la vettura di Kobayashi, partita dalla Pole, per oltre dieci minuti. Il divario con gli avversari è risultato ancora una volta imbarazzante, evidenziato in particolare dalle prestazioni in uscita dai tornanti più lenti del circuito, dove i prototipi nipponici hanno sfruttato al meglio l’ausilio di energia elettrica, allungando decisamente. Il distacco di un solo giro tra la vettura di Alonso-Buemi-Nakajima e la Rebellion di Laurent-Berthon-Menezes, seconda classificata, trova giustificazione nei molteplici ingressi in pista della Safety car, resi necessari dagli improvvisi rovesci abbattutisi sul circuito. Le modifiche regolamentari hanno effettivamente avvantaggiato le BR, mentre le Rebellion hanno dovuto viaggiare di conserva per tutto il fine settimana, conquistando comunque un risultato di rilievo nella speranza che prima di Le Mans l’Eot subisca qualche altra modifica. Nulla da dire sulla Enso, alle prese con considerevoli noie tecniche e attardata in gara da un brutto contatto in fase di sorpasso. In una gara di questo tipo non potevano poi non mettersi in mostra alcuni equipaggi di P2: dapprima Van der Garde, abilissimo a portare la sua Dallara addirittura al quarto posto assoluto nelle prime fasi di gara, quando a farla da padrona era la neve, poi Negrao, addirittura primo assoluto per qualche giro sfruttando un nuovo cambiamento del meteo. Peccato che alla fine a vincere nella categoria cadetta sia stato il Dragonspeed con Maldonado-Gonzales-Davidson, i più abili a sfruttare tutte le situazioni di gara. Maldonado poi e stato eccezionale nel corso dell’ultima ora di gara, quando a suon di giri veloci ha allungato sull’Alpine di Lapierre, poi finito terzo, mentre al secondo posto ha terminato la Aurus del G-Drive, rimasta nell’anonimato per buona parte della gara per poi resuscitare nelle concitate fasi finali. Come ormai accade regolarmente, la gara più bella l’hanno regalata le GTPro, con continui capovolgimenti di classifica dovuti alle prestazioni pressoché identiche di tutte le berlinette in pista. Un po’ di rammarico per la bandiera rossa che ha anticipato la fine della gara di una decina di minuti, perché forse gli ultimi giri avrebbero potuto regalare una vittoria inattesa: la Aston Martin di Martin-Lynn, autrice della Pole e vincitrice davanti alla Ferrari di Calado-Pier Guidi, avrebbe dovuto probabilmente fermarsi per un ultimo splash and go, offrendo cosi su di un piatto d’argento il primo posto alla vettura del cavallino rampante. Terza la Porsche di Estre-Christensen, a lungo in testa alla gara, che con questo risultato ha conquistato con una prova di anticipo la vittoria del campionato.

 Sorprendente infine la vittoria in GTAm della Porsche Proton di Pera-Ried-Campbell, decisamente poco appariscenti per buona parte della gara, davanti alla Aston Martin del TF Sport e la Ferrari del Clearwater Racing, quest’ultima prima per una buona porzione di gara, prima di essere assorbita dagli avversari nelle ultime fasi di gara.

Sperando di tornare vivi dalle Ardenne, visto il meteo che ci attende nel viaggio di ritorno, il WEC ci da appuntamento alla 24 ore di Le Mans, dove si confida in un meteo più clemente: o forse, visto lo spettacolo offerto, anche no!!

 

RISULTATI QUALIFICHE

RISULTATI GARA

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo e Marco Zanello
 

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