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WEC & ELMS :

LMS - 1000Km del Nurburgring 2008

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15-17 agosto 2008
LA CADUTA DELLE AQUILE
   
LMS - 1000Km del Nurburgring 2008
     
21/08/2008 -

Un clima tipicamente estivo e un’affluenza di pubblico da grandi occasioni hanno fatto da cornice all’edizione numero 42 della ADAC 1000km-Rennen, svoltasi su di un circuito in fase di ammodernamento infrastrutturale in vista del Gran Premio di Germania ’09. Dopo le performance delle Audi dapprima alla 1000km di Spa e successivamente alla 24 ore di Le Mans, le previsioni erano quelle di poter assistere ad un duello sul filo dei millesimi tra le R10 e le Peugeot, anche tenendo conto delle caratteristiche del tracciato ma, sin dalle sessioni di prove libere si è preso atto della sete di rivincita che pervadeva i Leoni di Francia dopo la sconfitta subita a metà giugno sul circuito della Sarthe; le due 908 HDI sono risultate costantemente inavvicinabili, complici anche alcuni problemi di assetto che hanno caratterizzato il week-end della Audi del duo Capello- McNish. Più equilibrata nel corso delle libere la situazione in LMP2, con le Porsche dei teams Van Merksteijn ed Essex ad intervallarsi al comando seguite da vicino dalla Zytek del Barazi e dalle Lola dello Speedy Racing e dell’RML, staccate alla fine di meno di un secondo. La Aston Martin del team Modena ha mostrato di non temere molto la concorrenza delle Corvette e della Lamborghini in LMGT1, girando meno degli avversari e infliggendogli tuttavia pesanti distacchi. In LMGT2 attimi di paura per la Ferrari della Virgo il cui retrotreno, nel corso della seconda sessione di libere, è stata avvolto dalle fiamme costringendo Bell a parcheggiare in tutta fretta la vettura a bordo pista. Fuori la Ferrari n°96, a contendersi il primato sono state la Porsche del team Felbermayr e le vetture del Farnbacher. Da registrare infine il protrarsi del contenzioso tra la Racing Box e la Lucchini: come già avvenuto ad un giorno dall’inizio della 24 ore di Le Mans, il costruttore non ha fornito il certificato di conformità necessario alla partecipazione ed al team non è rimasto che il tornare a Novara già nella giornata di venerdì.

Qualifiche

I due turni di qualificazione del sabato hanno rappresentato perfettamente le due facce dell’automobilismo moderno: nella prima sessione, riservata alle vetture GT, i migliori delle due categorie l’hanno fatta da padrona, stabilendo un risultato parzialmente scontato sin dalle prove libere del venerdì, mentre nella sessione riservata ai Prototipi, molte sono state le sorprese che hanno rimescolato le carte in tavola in prospettiva di gara. Tra le LMP1, come già successo nel corso delle prove libere, le Peugeot hanno dominato, permettendosi il lusso di non girare mai nello stesso momento: nei primi minuti è sceso in pista Lamy che, sfruttando strada libera, nel corso del suo quarto giro ha stabilito il momentaneo miglior tempo in 1’39”515. Successivamente, proprio quando il portoghese rientrava ai box, il team faceva uscire Genè, che in soli tre passaggi riusciva a conquistare la Pole con il tempo di 1’39”492. Le Audi dal canto loro hanno cercato il giro buono sin dai primi minuti, venendo tuttavia rallentate dal traffico presente in pista che impediva loro di scendere sotto l’1’40”978 (Premat) e l’1’41”027 (Capello). La sorpresa tra le LMP1 arrivava a soli tre minuti dalla bandiera a scacchi, quando la Lola Aston Martin pilotata da Mucke stabiliva il terzo tempo assoluto in 1’40”951; il pilota berlinese sfruttava al meglio la nuova vettura, dimostrando la bontà di questo progetto. Tra le altre vetture della categoria regina, da segnalare la costante competitività delle Courage Oreca, con Panis 6° e Ortelli 8°, e i significativi miglioramenti della Epsilon Euskadi, capace di agguantare il decimo tempo assoluto con Valles. La seconda sorpresa è stata quella regalata dai prototipi Porsche di Verstappen ed Elgaard, che, alternandosi in vetta alla classifica delle LMP2, hanno finito con il fermare i cronometri sull’1’43”169 e sull’1’43”608 che gli garantivano il 7° e il 9° tempo assoluto. Alle loro spalle il sempre rapido Belicchi su Lola e Verger sulla Zytek del team Barazi, distaccati di un solo secondo dal pilota olandese.

In LMGT1 la Aston Martin ha ottenuto il miglior tempo in 1’52”387 percorrendo un solo giro lanciato a cinque minuti dalla fine della qualifica, mentre per tutta la sessione aveva lasciato battagliare le due Corvette del Luc Alphand Adventures distaccate alla fine di oltre un secondo. Tra le più piccole LMGT2 lotta serrata tra la Ferrari del Farnbacher, condotta da Beltoise e le Porsche: alla fine il pilota francese è riuscito a staccare il miglior tempo, seguito dalle 997 del Felbermayr e dell’IMSA Performance. Non ha invece preso parte alle prove di qualificazione la Ferrari del team Virgo, i cui meccanici hanno continuato a lavorare celermente per riparare la vettura nel tentativo di poterla ultimare per la corsa.

Gara

Quando la domenica le vetture escono dai box per andare a prender posto sulla griglia di partenza, il sole che splende sul circuito comincia ad esser minacciato da una consistente massa nuvolosa: la temuta pioggia non farà capolino sul circuito, ma la variabilità metereologica metterà non poco in apprensione tutti i box. Novità dell’ultima ora sono la partecipazione di Panis subiudice per aver ostruito la corsia dei box durante le prove di qualificazione, la retrocessione in ultima posizione della Corvette di Beretta e la presenza in pista della Ferrari della Virgo, i cui meccanici sono riusciti a portare a termine un vero miracolo. Al via le Peugeot non si fanno sorprendere dagli avversari, sfilando in testa al primo tornantino: alle loro spalle Premat affianca in staccata Mucke, ma la traiettoria esterna scelta dal tedesco gli permette di mantenere in accelerazione la terza posizione, davanti al duo Audi; alle loro spalle finisce in testacoda Barazi, fortunosamente evitato da tutto il gruppo. Le due 908 HDI imponendo subito un ritmo forsennato riescono a guadagnare tre secondi al giro sulla Lola Charouz, marcata in modo asfissiante dalla Audi n°2, decisamente più veloce: all’inizio del quarto giro, Premat prende la scia dell’avversario affiancandolo in staccata al primo tornantino e passandolo. Il ritmo che da li in avanti il giovane equipaggio della Joest riuscirà a realizzare sarà buono, ma mai paragonabile a quello dei Leoni di Francia, che infatti continueranno ad allungare. Anche Capello cerca di serrare il ritmo ma, complice un leggero fuoripista alla RTL Kurve dovuto al bloccaggio delle ruote (che per tutto il week-end ha reso difficile la guida della Audi n°1), il pilota italiano dovrà attendere un’altra decina di giri prima di poter ristabilire completamente le gerarchie della Le Mans Series. Dietro ai primi cinque viaggia indisturbata la Oreca di Panis, mentre la vettura gemella e la Pescarolo di Collard soltanto a fatica riescono ad aver ragione della Porsche di Verstappen: per il team Pescarolo questa 1000km del Nurburgring rappresenterà uno dei week-end più difficili degli ultimi anni: mentre Primat e Tinseau saranno costretti ad una serie interminabile di pit-stop, Boullion chiuderà la sua gara al 97° giro piantandosi nella ghiaia di una via di fuga.

Sarrazin intanto incomincia a farsi vedere negli specchietti di Minassian, finendo con il superarlo proprio mentre i meccanici Peugeot stanno incominciando i preparativi per la prima serie di rifornimenti: dieci giri dopo, all’uscita dai box tuttavia Minassian si ritroverà in testa. Anche in casa Audi si assisterà ad una lotta in famiglia, con uno strepitoso McNish impegnato a ridurre giro dopo giro il distacco da Rockenfeller. Tra le LMP2 si scatena una grande battaglia tra le Porsche, con la vettura del team Essex e quella del Van Marksteijn distanziate di soli 299 millesimi dopo un’ora di gara. Sfortunatamente un’incomprensione con un doppiato costringerà la vettura guidata da Elgaard ad un’escursione fuori pista che la attarderà non poco e obbligherà i due piloti ad una rincorsa verso il terzo gradino del podio di categoria. In preda a noie all’impianto frenante la Porsche del team Horag ha visto sfumare un risultato di rilievo, così come il team Speedy Racing, a lungo secondo. Alla fine la vittoria andrà al duo Verstappen-Bleekemolen, con Jos incoronato campione 2008 di LMP2, seguito dai sempre più sorprendenti Ragues e Lahaye (già terzi alla 24 ore di Le Mans), che con una gara molto attenta hanno conquistato un rocambolesco secondo posto. Tra le LMGT1 corsa senza storia, con la Aston Martin sicura vincitrice già un’ora prima della bandiera a scacchi. Le Corvette infatti venivano danneggiate da due contatti occorsi con altrettanti prototipi nel corso della seconda ora di gara: non avendo a disposizione il pezzo da sostituire sulla vettura di Alphand (valvola di chiusura del serbatoio), il box decideva di fermare definitivamente la vettura gemella per smontarlo da essa e permettere all’ex-campione di sci di riprendere la corsa finendo secondo. Il sacrificio del secondo equipaggio è valso di fatto il titolo di LMGT1 per il team, a meno di un ritiro a Silvertone e una contemporanea vittoria della Aston Martin. In LMGT2 la Virgo non ha avuto rivali: partita dall’ultima posizione ha inanellato costantemente giri veloci, transitando in testa già alla fine della prima ora con più di venti secondi di vantaggio sui diretti avversari. Alla fine della corsa lo scarto sulla coppia Lieb-Davison sarà addirittura di 2 giri. Appuntamento per il titolo tra questi due equipaggi rimandato a Silverstone. Ritornando alla testa della corsa, la vittoria si decide al 61° giro, quando la vettura n°7 accusa problemi di accensione alla ripartenza dal pit-stop: quando Genè, subentrato a Minassian, rientrerà in pista, il distacco da Lamy sarà di circa 20”, troppi per giustificare una folle rincorsa. Alle loro spalle McNish riuscirà dopo una lunga battaglia a superare la Audi n°2, ma a soli tre giri dalla fine, ufficialmente per un problema ad un pneumatico ma più probabilmente per non togliere un punto in classifica a Rockenfeller e Premat, verrà richiamato ai box, concludendo quarto. Infine buona prestazione per la Lola Charouz quinta al traguardo, anche se staccata di 6 giri a causa di una non ottima performance del giovane pilota della Repubblica Ceca, di Ortelli, 6° assoluto e di Campbell Walter, 8° assoluto e 7° di categoria, entrambi rientranti dopo gli incidenti di Monza. Una vittoria molto significativa quella ottenuta dai Leoni di Francia sulle Aquile di Germania, non tanto per il risultato in se quanto per le prestazioni mostrate nel corso dell’intero fine settimana. Adesso se la Audi vorrà tentare di conquistare il titolo, dovrà fare gli straordinari per preparare al meglio l’appuntamento di Silverstone.

 

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo Zanello - Marco Zanello
 

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