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Eventi Storici :

Dix Mille Tours del Castellet 2010 - CER

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7-10 ottobre 2010
   
Dix Mille Tours del Castellet 2010 - CER
     
15/10/2010 -

Repetita iuvant

Molte le novità che hanno accompagnato la quinta ed ultima prova del campionato CER 2010, svoltasi sul circuito del Paul Ricard nel corso della prima edizione del Dix Mille Tours: prima tra tutte la decisione degli organizzatori di svolgere due gare distinte, una riservata alle P1 e GT1 (CER1) l’altra alle P2 e GT2 (CER2), nell’intento di regalare corse più combattute soddisfando al tempo stesso un numero maggiore di iscrizioni da parte di nuovi concorrenti. Altra novità importante il fatto che l’evento abbia preso la denominazione di “Grand Prix de Gstaad” per esplicito interessamento di Stephane Gutzwiller, membro dello Gstaad Automobile Club ed iscritto al CER con una Chevron B16 P1. Le gare non hanno deluso le aspettative, in particolare nella CER2 dove la lotta per i due titoli ancora aperta ha caricato ancora di più i protagonisti, regalando un finale da cardiopalma.

C.E.R. 1

Nonostante il titolo di P1 fosse stato matematicamente attribuito già a Silverstone al bravissimo Ferrer, autore di una stagione impeccabile con ben tre vittorie all’attivo, sin dalle prove libere si è capito che il campione uscente Sheldon era decisissimo ad ottenere il successo che quest’anno ancora gli mancava, e questo nonostante fosse sempre stato tra i protagonisti. La lotta che ha opposto i due sul filo dei centesimi si è protratta anche alle due sessioni di qualifica, nel corso delle quali si è fatto insidioso anche Hevia sulla sua bella McLaren M1B, terzo a soli otto decimi di secondo dalla Pole.

Tra le GT1 la lotta per il titolo era ancora parzialmente aperta, con Denat unico a poter ancora insidiare il primato di Moreau, ma le difficoltà incontrate sin dal venerdì riducevano le speranze di sorpasso al lumicino; per una volta non sono state le Porsche 911 a farla da padrona, con Erlich primo sulla velocissima Pantera De Tomaso davanti a Sirgue secondo su Corvette, mentre era soltanto terza la prima vettura della casa di Stoccarda, quella di Tuma-Pace distanziata di oltre 2”.

Al via Sheldon tentennava e Ferrer ne approfittava prendendo la prima posizione e tentando subito l’allungo a suon di giri veloci, mentre alle sue spalle l’inglese aveva il suo bel daffare a tenere a bada Hevia. Gli altri inseguitori subivano da subito distacchi importanti girando a 3-4 secondi dai primi tra, ma la battaglia tra Guikas (poi escluso dalla direzione corsa), Quiniou , Primrose, cui dopo pochi giri si aggiungeva la coppia Watson-O’Connell divertiva non poco il pubblico presente. Anche Tra le GT1 l’inizio di gara era piuttosto interessante, con Erlich che, arretrato in trentesima posizione dopo una pessima partenza, cominciava una furibonda rimonta che nel corso di nove giri lo avrebbe riportato davanti a tutti, sfruttando anche il ritiro di Sirgue, primo fino a quel momento.

Mentre Ferrer allunga giro dopo giro, Sheldon ha sempre più problemi a contenere gli attacchi di Hevia, visibilmente al limite nel percorrere i curvoni veloci in leggera derapata: il pilota della McLaren riesce a passarlo alla staccata della Verriere all’inizio del nono giro ma, alcuni doppiati lo rallentano in uscita dalla “s” consentendo all’inglese di riprendersi la seconda posizione. Ancora due giri ed Hevia rientrerà ai box salutando mestamente il campionato 2010.

Al dodicesimo giro Ferrer è il primo a fermarsi ai box per la sosta obbligatoria, seguito il giro successivo da Sheldon, ma l’inglese comincia ad avere problemi ai freni ed al rientro in pista il suo distacco è ormai di 28”: per Ferrer si tratta solo più di portare la vettura al traguardo conquistando titolo e quarta vittoria stagionale, mentre per l’inglese gli ultimi dieci giri saranno un vero calvario, costretto ad un ritmo piuttosto blando e addirittura ad un ulteriore sosta ai box che lo relegherà in quinta posizione. Secondo sul traguardo Quiniou, ritornato dopo due anni in P1 con una Lola T210 mentre terza transiterà la coppia Watson-O’Connell su Chevron B8.

In GT1 la cavalcata della Pantera De Tomaso si interrompe ad otto giri dalla fine, lasciando la testa della gara dapprima a de Lesseps su Porsche 911 2.8, poi, dopo l’esclusione di quest’ultimo per il mancato pit-stop al duo Tuma-Pace, sempre su 911 ma in versione 3.0I. alle loro spalle Kriknoff e la coppia Orjuela-Orjuela, tutti su diverse versioni di 911. Il risultato va benissimo a Moreau che, nonostante una gara nelle retrovie, si aggiudica meritatamente il titolo di GT1.

C.E.R. 2

Ancor prima di scendere in pista la Cer 2 ha offerto al pubblico non pochi spunti, primo tra tutti l’iscrizione di una quanto mai rara e affascinante Rondeau 379C, identica a quella con la quale lo stesso Rondeau, in coppia con Jassaud vinse la 24 ore di Le Mans 1980, oltre alla Mirage M3 del 1969, pezzo unico derivato dalle Mirage M2 e alla Ligier Js3, vettura progettata appositamente per correre la 24 ore di Le Mans 1971 con la coppia Ligier-Depailler.

Il week-end in pista è stato uno dei più competitivi mai visti, con un buon numero di piloti che hanno girato su tempi ravvicinati, battagliando a lungo per la pole e per la vittoria. Nel corso delle prove libere i piloti hanno preso confidenza con il circuito, questa volta utilizzato nella versione con il mistral intero differentemente da quanto successo in aprile, con Knapfield ovviamente favorito rispetto agli altri dalla potenza del suo motore Ferrari. Le prove di qualificazione hanno visto da subito protagonista Nicolet a bordo della bella Mirage M3, bravissimo a staccare il tempo che gli varrà la Pole già nel corso della prima sessione, seguito da Luco, che a partire da Silverstone ha messo a riposo la 936 per far spazio alla nuova Ligier, da Knapfield che si è preso il lusso di effettuare soltanto quattro giri nella prima sessione e addirittura nessuno nella seconda. Più complicate le cose per Lafargue, quinto a causa della cronica mancanza di potenza del suo BMW.

La domenica pomeriggio gli attimi prima della gara sono davvero concitati: i piloti si presentano con le gomme da asciutto ma improvvisamente comincia a piovere e sono obbligati a montare quelle da bagnato. Altrettanto improvvisamente però smette di piovere e nuovamente molti optano per le gomme da asciutto, con Luco che resta sulle gomme da bagnato mentre Knapfield e Watson preferiscono partire dal fondo dello schieramento per poter scegliere i pneumatici fino all’ultimo. Allo spegnersi del semaforo rosso Luco brucia Nicolet, ma è costretto subito a rientrare ai box a causa del pneumatico posteriore sinistro forato: viste le condizioni della pista lo svizzero decide di cambiare le gomme montando quelle d’asciutto, ma al rientro in pista è ventiquattresimo con un minuto circa di ritardo da Hart, primo dopo un avvio impressionante. Mentre Hart crea una voragine di 14” in cinque giri sul duo Quiniou-Nicolet, l’attenzione di tutti è catturata dalla rimonta di Knapfield, quarto dopo appena 4 giri e pilota più veloce in pista: al quinto passaggio infila sul Mistral Nicolet e all’interno della Bendor Quiniou, ritrovandosi secondo, ma la sua rincorsa finisce due giri dopo sul rettifilo centrale, quando a tradirlo è il cambio. La pista intanto è ormai completamente asciutta e Nicolet rompe gli indugi superando alla Chicane un Quiniou in difficoltà, che nel giro successivo rientrerà ai box. Tra le GT intanto Roitmayer è addirittura decimo assoluto girando sul ritmo di molti prototipi mentre Basso, il suo avversario più pericoloso è distaccato di oltre un minuto. Nelle retrovie Luco si trova la strada sbarrata da Guikas ed ingaggia un bel duello che durerà per ben tre giri prima che lo svizzero riesca a passare alla curva di Signes.

Al dodicesimo giro inizia il festival delle soste ai box senza grandi sorprese, se non quella dello stop and go dato a Wilkins-Catlow per non aver rispettato i tempi previsti: la gara si assopisce fino al diciassettesimo giro quando Nicolet incomincia ad avvicinarsi minaccioso ad Hart. Al diciottesimo giro il francese passa l’inglese alla Signes e allunga con facilità, ma a dare spettacolo è Luco che, a suon di giri veloci si è portato in terza posizione e punta deciso su Hart, ormai in grande crisi: lo svizzero attacca l’avversario e lo passa nel corso del ventiquattresimo giro, ma nello stesso momento Nicolet rientra lentamente ai box con il cavo dell’acceleratore rotto, lasciando definitivamente il primo posto alla Ligier. Mentre Guikas, secondo, riceve una bandiera nera per non aver effettuato la sosta ai box, Lacroix sale in seconda posizione, ma anche lui si deve arrendere prima dell’arrivo con la leva del cambio rotta. Secondo giunge Butts, autore di una bella gara, seguito da Scemama, mentre Lafargue si accontenta della quinta posizione finale che gli garantisce il titolo P2. In Gt1 vittoria di Roitmayer davanti a Basso e Ceron, con il titolo alla coppia Foveny-Roitmayer.

 

 

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo Zanello - Marco Zanello
 

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