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WEC & ELMS :

24 ore di Le Mans 2014

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10-14 giugno 2014
MOLTO RUMORE PER NULLA
   
24 ore Le Mans 2014
     
18/06/2014 -

Inutile negare l’evidenza: ci si aspettava una 24 ore di Le Mans appannaggio di Toyota e Porsche, con la Audi a fare la parte della comprimaria, ed invece ancora una volta il prestigioso trofeo della manifestazione se lo sono portate a casa i bolidi della casa dei quattro anelli. Data per bollita a Spa dopo una gara in difesa, la casa di Ingolstad ha saputo reagire, portando in pista un modello dalle prestazioni in linea con quelle degli avversari più pericolosi ed un gruppo di lavoro capace di tirar fuori il massimo dal materiale a propria disposizione. Bravi i piloti a non sbagliare praticamente nulla, bravissimi i meccanici a risolvere con rapidità e competenza i problemi tecnici verificatisi nel corso delle 24 ore e addirittura geniali il Dr. Ulrich e il suo staff, nell’impostare le scelte 2014 sulla 24 ore, nella consapevolezza che nell’endurance attuale il risultato di una stagione dipende unicamente da Le Mans. La R18 di quest’anno non è forse la miglior macchina del lotto, ma è stata la miglior macchina scesa in pista nella Sarthe, nonostante gli incidenti e le rotture che hanno interessato tutte e tre (ma sarebbe più corretto dire quattro) le vetture scese in pista. E qui tuttavia bisogna osservare anche l’altra faccia della medaglia: i problemi si risolti ma anche patiti dalla casa di Ingolstadt, hanno evidenziato le lacune delle avversarie accreditate di un facile successo. Toyota, che era sembrata una macchina schiacciasassi in questo inizio di stagione, ha pagato a caro prezzo la complessità del suo sistema ibrido, la composizione dei propri equipaggi e forse una certa dose di sfortuna, mentre la Porsche ha sofferto eccessivamente la propria inesperienza, finendo con il risultare poco affidabile e non particolarmente competitiva, rimanendo in lizza per la vittoria più per demeriti altrui che per meriti propri.

I ritiri vari delle prime della classe hanno favorito la Rebellion, che con la sua R-One è riuscita a ripetere il quarto posto di due edizioni fa: il prototipo non sembra nato tuttavia sotto una buona stella e la presenza della Lotus P1 a partire dalla prossima gara del WEC potrebbe rappresentare un ostacolo nel conseguimento di ulteriori vittorie nella categoria P1-L. L’argomento ci permette di aprire il capitolo Oreca: il costruttore francese esce da questa 24 ore ridimensionato nel suo prestigio. Le Toyota hanno miseramente fallito il proprio obiettivo, la Rebellion R-One è quanto di peggio potesse uscire da un foglio bianco (a patto che davvero sia partita da esso, come sostengono i vertici societari) e le barchette P2 non sono mai state in lizza per la vittoria di categoria.

Mentre la Ferrari si gode l’ennesimo successo a Le Mans nella categoria GTPro, e rimbalzano gli annunci e le smentite di un interessamento del cavallino rampante per la P1, a rappresentare l’ennesimo flop ha pensato la Nissan ZEOD, l’invitata d’eccellenza di questa 24 ore. Da alcuni anni le vetture rappresentanti le nuove tecnologie raccolgono figure poco lusinghiere sul circuito della Sarthe: sarebbe forse il caso di valutare se proseguire o meno con questa idea, almeno fino a quando la situazione internazionale non permetterà un maggior impegno delle grandi case in questo settore.

Prove libere

Se il buongiorno si vede dal mattino, certo questa 24 ore di Le Mans non è nata sotto una buona stella. Lo spettacolare incidente di Duval, poco dopo la fine della prima ora alle curve karting mentre era impegnato a rincorrere il miglior tempo provvisorio, ha costretto la direzione corsa a sospendere la sessione di prove libere per quasi un’ora,  in attesa che le reti di protezione danneggiate fossero sostituite. La sessione peraltro è stata interrotta in altre due occasioni, a seguito delle uscite di pista alla prima e alla seconda chicane dell’Hunoudieres della Porsche di Manis e della Ferrari di Montecalvo. A conti fatti sulle quattro ore previste, i piloti hanno potuto impegnarsi in pista per poco più di due ore e mezza, con la Porsche di Dumas-Jani-Lieb, la più presente in pista, impegnata  non più di 32 tornate. Logico quindi che i tempi fatti registrare dai top team  non siano stati particolarmente significativi, soprattutto se si considerano le previsioni all’indomani della due giorni di test, secondo le quali i primi non dovrebbero avere grossi problemi a scendere sotto i 3’22”. Miglior tempo per i dominatori di questo inizio stagione, Davidson-Lapierre-Buemi in 3'23"652, seguiti a soli tre decimi da Fassler-Treluyer-Lotterer, con una Audi apparsa particolarmente competitiva.  Apparentemente sornione le due Porsche 919, impegnate a lungo in pista ma poco interessate ai responsi cronometrici in questa prima fase. Tra le P2 ha inaspettatamente ben figurato la nuova Ligier, che ha ottenuto il miglior tempo con Brundle-Mardenborough-Shulzhitskiy davanti all’Oreca del Murphy Prototypes. Continua il buon momento delle Ferrari dopo il successo di Spa, con Bruni-Vilander-Fisichella davanti alla Aston Martin di Turner/Mucke/Senna tra le GTPro. Velocissime le Aston Martin anche in GtAm con Poulsen-Heinemeier Hansson-Thiim addirittura più veloci della GTPro.

In difficoltà la Nissan ZEOD nonostante la recente cura RML, con Ordonez costretto a fermarsi nel corso del primo giro di pista all’altezza di Arnage con il cambio bloccato.

Qualifiche 1

Anche la prima sessione di qualifiche, svolta il mercoledì dalle 22:00 alle 24:00, ha subito due interruzioni a causa delle uscite di pista di Minassian, sull’Oreca dell’SMP e di Rees, su Aston Martin Vantage GTAm, all’altezza delle curve Porsche, che ha costretto la direzione a porre termine alle prove con 30 minuti di anticipo. In particolare l’uscita del brasiliano ha destato non poche preoccupazioni, non fosse altro per le condizioni in cui la berlinetta è stata riportata ai box dal carro attrezzi, ma  fortunatamente il pilota se l’è cavata con una semplice contusione alla caviglia. Nel poco tempo a disposizione, la parte dei leoni è stata interpretata dalle due Porsche 919, con dapprima Jani che ha fermato i cronometri sul 3’23”928 per poi essere superato dal compagno di squadra Hartley in 3’23”157. Subito dietro le Toyota, distanziate di un paio di secondi e le Audi, ma va detto che i tempi registrati sono stati ben lontani dai 3’21” previsti per la Pole Position. Tra le P2 Canal, su Morgan G-Drive, ha fatto registrare il miglior tempo seguito dalla Alpine e dall’Oreca della KCMG, mentre in GTPro la Ferrari di Bruni-Fisichella-Vilander ha messo tutti in riga con un buon 3’54”754 precedendo la Aston di Senna-Mucke-Turner e la Porsche di Makowiecki-Holzer-Lietz. Tra le GtAm davnati a tutti il solito Bertolini, con la Ferrari SMP, davanti a Cioci-Venturi-Perez Companc su Ferrari AF Corse e alla Porsche di Dempsey-Foster-Long.

Nel corso della sessione non sono scese in pista la Audi n°1 e la Ferrari dell’8 Star, entrambe incidentate nelle libere, la Zytek del team Greaves, le due Porsche del team IMSA e la Nissan ZEOD.

Qualifiche 2

Dopo una nottata ed una mattinata al lavoro, i meccanici della Audi n° 1 e quelli della Ferrari dell’8 Star sono in grado di rimettere le vetture nelle mani dei propri piloti per le due sessioni di prove rimanenti. In entrambi i casi si è provveduto a sostituire il telaio, anche se, mentre per l’Audi la sostituzione è stata totale, per la Ferrari si è sostituito soltanto il subframe anteriore. In casa Audi peraltro è stata ufficializzata la sostituzione di Duval con Genè, pilota di riserva che, lasciando un sedile libero sulla Zaytek del tema Jota, ha permesso a Turvey di trovare spazio in corso d’opera. La prima sessione è stata contraddistinta da due bandiere rosse, che di fatto hanno impedito ai piloti di avvicinare con continuità i migliori tempi sul giro: dapprima Calado è finito a muro al Karting con la sua Ferrari, poi Roussel ha stampato la sua Morgan del team Pegasus sui muri del rettifilo finale nel tentativo di evitare la Audi di Di Grassi che rientrava in modo non ortodosso ai box dopo un testacoda ad Indianapolis.

La sessione si è svolta regolarmente negli ultimi 50 minuti, con tutti gli iscritti in pista. In particolare hanno iniziato a fare sul serio i piloti delle P1, con Nakajima abile ad ottenere il miglior tempo in 3’22”589, di pochissimo davanti alle due Porsche di Dumas e Bernhard. La migliore delle Audi, quella di Jarvis, è rimasta a 6 decimi mentre la seconda Toyota è rimasta ancora una volta eccessivamente distanziati. Tra le P2 miglior tempo è stato ottenuto da Gommedy, sulla Ligier del TDS, di pochi davanti all’Oreca del Murphy Prototype, mentre tra le GT i tempi sono rimasti piuttosto alti, tanto da non provocare scossoni alle classifiche provvisorie. Nove i giri percorsi dalla ZEOD con Motoyama alla guida, ma nessuno di essi compiuto completamente con l’ibrido.

Qualifiche 3

La direzione corsa ha deciso, considerate le tante neutralizzazioni resesi necessarie durante le prime due sessioni, di allungare l’ultima di 30 minuti, facendola iniziare alle 21:30 anziché alle 22:00. Con ancora qualche sprazzo di luce, quasi tutti gli equipaggi sono scesi in pista, nell’intento di sfruttare la situazione per scendere con i tempi. Missione riuscita ai primi della classe, con Nakajima che ha consolidato il miglior tempo in 3’21”789, seguito da Dumas a 3 decimi e da Buemi a 7. Molti i miglioramenti anche nelle altre categorie ed in particolare in P2, con Gommedy che ha ottenuto il miglior tempo in 3”37”609, di un soffio davanti aTincknell. Da osservare che i primi sei equipaggi di categoria sono rimasti raccolti in soli 6 decimi. In GTPro ha sbalordito ancora una volta Bruni, che ha piazzato la sua Ferrari davanti a tutti con un margine di un secondo sulla Corvette di Garcia. Il solo a rimanere vicino a Bruni è stato Bird, anch’egli su Ferrari AF Corse ma iscritta alla categoria GTAm, secondo assoluto in GT e primo di categoria con ampio margine sulla Aston Martin di Lamy. Tutti questi miglioramenti hanno fatto pensare che anche nella seconda fase di questa sessione, si sarebbe assistito ad ulteriori tentativi di miglioramento, ed invece l’ennesima uscita di Montecalvo all’altezza delle curve Porsche e quella di Chandhok ad Indianapolis, hanno costretto la direzione ad attivare le nuovissime Slow zone nel corso dell’ultima ora, impedendo qualsiasi ulteriore miglioramento. Uno sguardo anche alla ZEOD, che con Ordonez è riuscita a piazzarsi esattamente tra le P2 e le GT.

Gara

Dopo la parata del venerdì nel centro di Le Mans, il sabato l’attenzione ritorna in pista per la partenza della 24 ore. Qualche novità rispetto alle qualifiche: Calado, ancora ospedalizzato per una lieve emorragia cerebrale, viene rimpiazzato da Kaffer, mentre il secondo equipaggio ProSpeed, perso Curtis, dolorante dopo l’incidente che ha reso necessaria la sostituzione del telaio, è rimasta con due soli piloti, passando dalla categoria GTAm alla GTPro. Nel corso del Warm-up peraltro le più veloci sono risultate le due Toyota, divise soltanto dalla Audi di Lotterer, mentre la Oreca di Salo è stata protagonista di un’uscita di pista proprio alla fine della sessione all’ingresso delle curve Porsche. Gioia al box Nissan, con Reip che ha compiuto un intero giro del circuito con il solo motore elettrico.

Alle tre del pomeriggio a dare il via alla gara con il tricolore francese c’è Fernando Alonso, tanto impacciato con la bandiera quanto affascinato da un evento che raccoglie 263.000 spettatori.

1°- 4° ora

Al via Wurz mantiene la prima posizione seguito da Jani, Lapierre, Bernhard e le tre Audi. Mentre le Toyota dimostrano da subito un passo interessante, con Wurz che scappa via e Lapierre che passa agevolmente Jani all’inizio del rettilineo di partenza, le due Porsche appaiono in difficoltà, superate agevolmente anche dalle Audi. Pochi giri e addirittura Jani è costretto ad una lunga sosta ai box per un problema legato alla pressione della benzina. Sei giri e la Nissan ZEOD è già costretta al ritiro, con Ordonez che parcheggia lungo il rettifilo che porta alla Indianapolis.

Mentre Kristensen da il via alle soste ai box nel corso dell’ottavo giro, Lapierre sbaglia l’ingresso alla chicane Michelin e finisce nella via di fuga, lasciando a Lotterer e Bonanomi il secondo ed il terzo posto. Le soste ai box mischiano leggermente le carte, con Wurz sempre primo con un margine sempre più consistente sui tre che seguono. Lapierre, tenta in tutti i modi di riguadagnare la seconda posizione ma invece deve subire il sorpasso di Bonanomi alla S de la Foret, complice un doppiato. La situazione si stabilizza ed alla fine della prima ora Wurz guida con quasi 40” sul terzetto, che a sua volta precede la coppia Kristensen-Bernhard di ulteriori 40”.

Una ventina di minuti ed in pista succede il finimondo: appena conclusa la seconda tornata di fermate ai box, sul circuito si abbatte un forte temporale che costringe i piloti a ridurre considerevolmente il ritmo, ma come spesso succede in queste condizioni non tutti la pensano allo stesso modo. Bonanomi ed altri procedono con cautela sull’Hunadieres, mentre Lapierre e Bird sopraggiungono a ritmo più sostenuto. Il francese finisce rovinosamente contro i rail nel tentativo di evitare gli altri, mentre Bird accartoccia la sua Ferrari contro il retrotreno della Audi dell’italiano, con il risultato di mettere fuori causa entrambi. Lapierre riesce a rientrare ai box mentre le altre due vetture incidentate si aggiungono all’elenco dei ritirati. La direzione manda in pista le Safety car, per circa un’ora, consentendo alla Toyota di riparare la vettura perdendo soltanto otto giri.

Intanto però la Safety car ha favorito Wurz che alla ripartenza si ritrova con un margine di 1’30” da amministrare su Lotterer e 1’50” su Bernhard.

Passano soli quattro giri e un nuovo diluvio costringe la Safety car di nuovo in pista per prevenire ulteriori incidenti. La scelta non fornisce però i frutti sperati con  Munemann e Chandhok che si eliminano vicendevolmente.

Durante questa seconda Safety car sia Lotterer che Wurz lasciano la guida a Tréluyer e a Sarrazin mentre sulla seconda Toyota è salito Buemi. In questa fase la strategia migliore è quella della Porsche, che con Bernhard, poi sostituito da Hartley, guadagna la prima posizione, precedendo allo scadere della quarta ora Sarrazin di 10” e Treluyer di 43”. Tra le P2 la lotta è ristretta a quattro vetture: la Alpine precede l’Oreca del Race Performance e le due Ligier dell’OAK e del Thiriet.  Combattute anche le categorie GT, con la Corvette di Gavin prima tra i Pro e la Aston Martin di Lamy tra gli Am.

5°- 8° ora

All’inizio della quinta ora Hartley si ferma ai box e Sarrazin riporta la Toyota al comando, posizione che conserverà anche quando a sua volta effettuerà la sosta ai box. Anche Treluyer, nel corso dell’ora successiva supera il pilota neozelandese che peraltro, alla fine del proprio turno di guida, si ritrova bloccato ad Arnage. Fortunatamente è un problema di semplice soluzione ed il pilota riguadagna i box, perdendo soltanto un paio di minuti, dove cede la guida a Webber.

Molto interessante la situazione in GTPro, con Senna che al 66 giro si sbarazza delle due 911 ufficiali e si mette alla caccia di Vilander, secondo. In testa c’è sempre la Corvette di Milner con buon margine.

Nelle prime serali l’ago della bilancia sembra favorire la Toyota di testa: Nakajima aumenta il vantaggio riportandolo sopra il minuto e, quando Imperatori si stampa all’altezza del Karting e la direzione è costretta alla terza Safety car, il vantaggio su Fassler sale a quasi due minuti.

Sempre più incandescente la situazione in GTPro, dopo che la Safety car ha riunito le prime tre in calssifica: primo è passato Turner, su Aston Martin, davanti alla Corvette di Westbrook e alla Ferrari di Fisichella. L’italiano si porterà brevemente anche al primo posto prima di cedere la guida a Bruni

 Allo scadere dell’ottava ora Nakajima conserva il primo posto con due minuti di margine sulla prima Audi, un giro sulla seconda e addirittura due giri su Webber, sulla Porsche che solo qualche ora prima occupava il primo posto. Tra le P2 prima è la Ligier dell’OAK, con un buon minuto di margine sulla Ligier del Thiriet, mentre in GTAm continua a comandare la Aston Martin di Dalla Lana, favorito anche da un testacoda della vettura gemella condotta da Thiim.

9°-12° ora

Dopo i tanti accadimenti delle prime otto ore, questa frazione di gara si è svolta senza particolari colpi di scena, se si esclude la gran botta della Morgan di Placontro la Ferrari di Blank, ferma in mezzo alla pista dopo un testacoda, a cavallo della mezzanotte

Davanti sempre Wurz, con margine immutato sul Lotterer. Allo scadere della dodicesima ora un problema di natura tecnica ha afflitto Kristensen, appena rientrato in pista dopo un pit-stop. Il danese riesce a rientrare ai box ma la vettura viene portata all’interno del box. In P2 Brundle conduce con quasi un giro sulla Alpine, mentre in GTPro Senna ha portato a 30” il margine su Ferrari e Corvette che seguono. Rallentata da un problema tecnico la Aston Martin che guidava in GTAm, la prima posizione è passata alla vettura gemella di Poulsen, davanti alla Ferrari di Bertolini.

13°-16°ora

Questa frazione si è aperta con la lunga sosta ai box della Audi di Kristensen, resa necessaria dalla sostituzione di un iniettore: la Porsche di Bernhard ha così riguadagnato la terza posizione. Nuova lunga sosta per l’altra Porsche, afflitta ancora da problemi di pressione della benzina, ma la vera sorpresa è arrivata intorno alle cinque di mattina, quando Nakajima ha dovuto parcheggiare la Toyota di testa ad Arnage, per un problema di natura elettrica che non ha consentito il rientro ai box. Il ritiro ha lasciato pista libera alla Audi di Treluyer che, complici i problemi degli avversari, si ritrova a dover gestire un margine di quasi tre giri.      Dietro la seconda Audi di Di Grassi che, grazie ad una strategia azzardata, è riuscita a sopravanzare Hartley, ora terzo. Proprio allo scadere della sedicesima ora altro colpo di scena, con la Audi di testa costretta ai box per la sostituzione del turbo.

In P2 gara in solitaria per la Ligier OAK, sempre ampiamente davanti alla Alpine, mentre in GTPro, Vilander ha preso un buon margine sulla Aston Martin, costretta ad un breve rientro ai box per risolvere un problema tecnico. In GTAm gara ormai solitaria per la Aston Martin Young Drivers.

17° - 20° ora

La sosta di ventitre minuti della Audi di testa ha rimescolato le carte, con la Audi di Genè ora prima, davanti di quasi due minuti alla Porsche di Webber e due giri rispetto alla Audi di Fassler. Inizia la rincorsa delle Audi attardata nel tentativo di riprendere almeno la seconda posizione, facilitata anche dal fatto che durante la sosta ai box la gara era in regime di Safety car a causa della botta di Shaitar alle curve Porsche. In questa fase è molto interessante la situazione in P2, dove la Ligier OAK, complice la rottura di un disco freni ed un calo di potenza deve cedere la prima posizione alla gemella iscritta dal Thiriet Racing, mentre terza è risalita la Zytek Jota, attardata nelle prime fasi di gara. In GTPro, la bellissima battaglia tra Bruni e Senna premia il primo, con la Aston Martin ai box per oltre venti minuti per la sostituzione di un raccordo. Ormai senza storia la situazione in GTAm.

21° - 24° ora

L’ultima fase della gara è ricca di emozioni. Dapprima la lunga sosta della Audi di Kristensen per la sostituzione del turbo, così come avvenuto all’altra Audi, poi il rallentamento della Porsche passata in testa a causa di problemi ai freni e al motore. In testa ritorna così la Audi di Lotterer che, priva di ulteriori problemi, va a vincere la gara, davanti a Di Grassi e, incredibimente, alla Toyota che nella prima fase aveva rischiato il ritiro.

In P2 le nuovissime Ligier vengono beffate dalla Zytek del team Jota, che con Turvey conduce nell’ultima ora, conquistando il successo davanti al team Thiriet, rallentata a quattro ore dalla fine da un problema ai freni, e alla Alpine.

In GTPro successo di Bruni/Fisichella/Vilander, davanti alla Corvette rimasta in ombra per tutta la gara e all’unica Porsche rimasta in corsa.
In GtAm conclude la passerella trionfale la Aston Martin del Young Driver, davanti alla Porsceh del team Proton e alla Ferrari di Perez Companc/Cioci/Venturi.

 

RISULTATI QUALIFICHE

RISULTATI QUALIFICHE PER SESSIONE

LAPCHART GARA

RISULTATI GARA

 

 
a cura di Marco Zanello
Photo Giacomo Zanello - Marco Zanello
 

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