{"id":384,"date":"2025-06-16T10:51:00","date_gmt":"2025-06-16T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.connectingrod.it\/web\/?p=384"},"modified":"2026-05-09T10:58:02","modified_gmt":"2026-05-09T10:58:02","slug":"24-ore-di-le-mans-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.connectingrod.it\/web\/2025\/06\/16\/24-ore-di-le-mans-2025\/","title":{"rendered":"24 ore di Le Mans 2025"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em><strong>Non c\u2019\u00e8 il due senza il tre!<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Mans in fondo e una competizione strana. \u00c8 la corsa di automobili per eccellenza, la sfida nella sfida, dove alle indiscusse doti velocistiche di macchina ed equipaggio, si affianca prepotentemente, a seconda dei casi, una buona dose di fortuna o di \u2026 sfiga!!! Eppure, nonostante questo, sono molti i casi in cui si \u00e8 assistito almeno ad un tris di vittorie da parte della stessa casa costruttrice e, a volte, anche dello stesso equipaggio. E senza parlare di Toyota che, ad oggi ha vinto solo quando e mancata una sfidante di livello, per rinfrescare la memoria hai meno attenti, bastino le quattro vittorie ottenute dai Bentley Boys ad inizio anni\u201930 dello scorso secolo o le tre vittorie di fila ottenute da Porsche nell\u2019ultimo periodo dei prototipi, tanto per prendere due esempi agli antipodi. Risultati da sempre importanti che hanno fatto la fortuna commerciale di chi, a turno, e riuscita in questa impresa, considerata giustamente titanica: eppure c\u2019\u00e8 chi ha fatto di meglio! S\u00ec, perch\u00e9 le due case costruttrici di vetture sportive per antonomasia sono riuscite a ripetere per ben due volte questo risultato. E se la Porsche, era riuscita nell\u2019impresa proprio con l\u2019esempio che ho poco pi\u00f9 in alto riportato, la Ferrari ha ottenuto questo prestigioso traguardo aggiudicandosi questa edizione della 24 ore di Le Mans. E dopo le vittorie delle hypercar n 50 e 51 nelle due passate edizioni, a salire sul gradino pi\u00f9 alto del podio di questa edizione e stato l\u2019equipaggio di AF Corse, formato da Kubica-Yifei-Hanson, dopo aver a lungo sfidato sul filo dei centesimi la Porsche di Campbell-Estre_Vanthoor, giunta seconda a soli 14 secondi e le due vetture iscritte dalla casa madre, terze e quarte al traguardo, anche se nel corso delle verifiche la vettura di Nielsen-Molina-Fuoco, quarta, e stata squalificata per irregolarit\u00e0 all\u2019ala posteriore. Una vittoria pi\u00f9 sofferta di quanto non fossero state le due precedenti, complice una corsa non interessata dalla pioggia e relativamente poche interruzioni di gara, che hanno ridotto l\u2019importanza delle scelte strategiche. Porsche, peraltro, si \u00e8 dimostrata una avversaria davvero ostica, in particolare durante i turni di guida di Estre, trasformatosi per questa edizione in un vero rullo compressore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una corsa apparsa da subito appannaggio dei due marchi sin dalle prime ore, quando le Cadillac, velocissime in prova al punto da monopolizzare la prima fila, realizzando anche il cronometraggio pi\u00f9 rapido delle qualifiche durante la prima sessione della Hyperpole, sono state rapidamente superate dalle dominatrici di questa edizione. Per le vetture americane si \u00e8 trattato comunque di una 24 ore assolutamente positiva, a maggior ragione se si considera che la vettura condotta da Lynn-Nato-Stevens \u00e8 stata l\u2019unica a terminare la gasa nello stesso giro dei primi e che Bourdais e stato autore del giro pi\u00f9 veloce in gara. Peggio \u00e8 andata a Toyota, data tra le favorite della vigilia e letteralmente scomparsa sin dalle prime sessioni di prova: non e chiaro se i vertici della casa nipponica fossero consapevoli della scarsa competitivit\u00e0 della propria vettura, ma in qualunque caso non deve essere stato troppo appagante fare la figura dei comprimari. Le Mans priva di acuti per la BMW dopo le belle premesse delle prove e per la Peugeot, alla quale certo non possono bastare i due giri percorsi in testa nelle prime ore per giustificare un progetto nato male e, se possibile, cresciuto peggio. Discorso a parte meritano invece Alpine e Aston Martin, arrivate a Le Mans senza eccessive aspettative: la prima ha peraltro ben figurato, completando la gara con entrambi gli equipaggi, seppur distanziata di due e tre giri, mentre la seconda ha avuto il suo momento di gloria nel qualificare una delle due vetture per la Hyperpole di gioved\u00ec, limitandosi a macinare chilometri in gara per raccogliere dati e fare la necessaria esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella monomarca Oreca, tristemente e cos\u00ec che ormai dobbiamo chiamare la categoria P2 dove gli altri costruttori sono praticamente scomparsi, dopo la bella Pole del team TDS, la gara e stata animata dalla lotta tra la vettura vincitrice di Dillman-Smiechowski-Yelloly, iscritta dall\u2019Inter Europol Competition e quella iscritta da Panis, condotta da Gray-Masson-Pereira. Una bella sfida, dalla quale l\u2019equipaggio polacco e uscito vincitore con distacco soprattutto nelle ultime fasi di gara. Terzi Hyett-Cameron-Deletraz, con quest\u2019ultimo sempre pi\u00f9 nel mirino dei top team.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine uno sguardo alla categoria GT dove, dopo un inizio arrembante della BMW condotta da Rossi-Al Harthy-van del Linde, ferma dopo cinque ore di gara, la sfida della vittoria ha vissuto della lotta furibonda tra la Ferrari di Heriau-Mann-Rovera e la Porsche di Hardwick-Pera-Lietz, con quest\u2019ultimo che, grazie alla vittoria, ha raggiunto quota 5 in categoria nella classica francese: un plauso tuttavia va alla Corvette di Rompuy-Andrade-Eastwood: senza i problemi patiti probabilmente sarebbero stati assoluti protagonisti della gara ed il terzo posto ottenuto vale forse pi\u00f9 di una vittoria!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 il due senza il tre! 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