1000Km di Spa-Francorchamps 2010

7-9 maggio 2010

Corto circuito

Gli appassionati dell’Endurance che si sono ritrovati in 25.000 lungo il circuito di Spa Francorchamps per assistere alla manche più attesa tra quelle che compongono il calendario della Le Mans Series 2010, avranno qualcosa di molto particolare da raccontare ai posteri: non della sfida tra Peugeot e Audi, vinta dai leoni di Francia senza troppe difficoltà, non delle numerose bandiere gialle esposte per segnalare incidenti che su questo mitico circuito non si fanno attendere e neppure dello storico podio in GT1 ottenuto dall’equipaggio composto da Cyndie Allemann e Rahel Frey, affiancate nella circostanza da Yan Zimmer, ma del black out elettrico che ha reso necessario sospendere la gara per oltre mezz’ora in attesa che il guasto venisse riparato. Poco importa poi che il problema sia stato generato da una cabina elettrica della regione che ha tagliato l’erogazione di corrente in tutta l’area di Spa: i detrattori dell’organizzazione hanno colto la palla al balzo per criticare la gestione del circuito, favoriti dal fatto che il gruppo elettrogeno alternativo non sia intervenuto a seguito di un problema nel pannello elettrico di controllo. A schierarsi apertamente contro, il pilota Bas Leiders che, nelle interviste a fine gara ha sottolineato come un circuito che costa così tanto, non possa lamentare sempre qualcosa che non funziona. Se a questo si aggiunge il fatto che i commissari della corsia box hanno commesso un grossolano errore nel mantenere il semaforo rosso per troppo tempo alla ripartenza, penalizzando oltremodo chi aveva avuto la sfortuna di ritrovarsi nella pitlane al momento della sospensione, si può facilmente capire come questo episodio abbia leso, una volta di più, l’immagine di un circuito meraviglioso il cui futuro è da anni piuttosto nebuloso. Un peccato se si considera l’attenzione rivolta alla vigilia a questo evento, con tre Peugeot e tre Audi ufficiali schierate, oltre alla 908HDI del team Oreca e ad altre 43 vetture tra prototipi e GT.

Anche il tempo piuttosto capriccioso non ha reso facile il compito delle squadre in pista: la prima sessione del venerdì è stata accompagnata dalla pioggia, che ha costretto i team ad optare dapprima per le gomme da pioggia per poi passare alle intermedie a metà sessione. Nel pomeriggio le condizioni sono andate via via migliorando, permettendo di provare su pista asciutta, anche se le temperature sono rimaste particolarmente basse, permettendo a Pagenaud di girare in 1’59"826, migliorando di oltre un secondo il tempo valso lo scorso anno la Pole Position. La sessione è stata interrotta due volte, dapprima per spostare dalla curva Rivage la Saleen della Larbre bloccata da una foratura, poi per rimuovere la FLM di Luca Moro, infilatosi nelle barriere dell’Eau Rouge.

L’ultima sessione di prove libere, svoltasi il sabato mattina sotto un tiepido sole, ha confermato le prestazioni delle Peugeot, con Sarrazin che ha migliorato la prestazione del giorno precedente di circa 4 decimi e con le Audi, rimaste lontane nella prima giornata, piuttosto vicine nei tempi nonostante abbiano optato per un assetto scarico in preparazione di Le Mans. Ancora un assolo della Acura tra le P2, scortata per l’occasione dalla Lola RML motorizzata Honda, mentre tra le sette GT1 iscritte, hanno menato le danze le Ford GT, impensierite a tratti solo dalla Aston Martin DBR9. In GT2 lotta aperta tra Ferrari e Porsche, con la Aston Martin di Turner molto veloce nella prima giornata.

Qualifiche

Prima parte delle qualifiche dedicate alle GT, con situazioni diametralmente opposte: mentre tra le GT2 si conoscono già i favoriti, tra le GT1 regna l’incertezza dopo la sostanziale assenza della categoria dalla 8 ore del Castellet: le uniche indicazioni, sono state fornite dai test pre-campionato e dalle libere e non sembrano garantire il risultato. Subito in pista le GT2 più veloci, con Melo che su Ferrari AF fa registrare il miglior tempo in 2’20"336 e il solo Lieb che riesce a fermare un crono praticamente identico (2’20"416). Tutti gli altri sono raggruppati su tempi piuttosto simili ma distanti da quelli dei primi due, complice anche l’interruzione della sessione a sei minuti dal termine per la rovinosa uscita della Frey sulla Ford GT alla chicane di Fagnes. Alla fine terzo risulta il sempre veloce Kaffer, unico altro pilota a scendere sotto i 2’21", mentre per la prima volta si vede nelle prime posizioni la BMW, che per il week-end ha schierato due vetture, con Werner settimo. Delusione invece per Giancarlo Fisichella, relegato in tredicesima posizione a causa della bandiera rossa esposta proprio mentre stava facendo registrare il suo giro veloce.

Tra le GT1 sono state rispettate le premesse delle libere, con le Ford GT ampiamente più veloci degli avversari, soprattutto con Bas Leiders, beniamino di casa, capace di fermare i cronometri sul 2’17"316, seguito da Mutsch ad oltre 1" e Jusse su Corvette a 2" pieni. Peccato per l’equipaggio femminile a bordo della terza Ford GT che, a causa dell’uscita di pista già menzionata, si è dovuto accontentare del penultimo tempo di classe.

La seconda parte delle qualifiche, dedicate ai prototipi, si è svolta senza grossi problemi, cosa che ha favorito la prestazione pura. Audi e Peugeot si sono divise il palco, con le macchine tedesche subito fuori alla ricerca di un tempo utile con pista relativamente libera, mentre i leoni francesi, compresa la vettura dell’Oreca, sono usciti solo nella seconda metà della sessione: solo Bourdais ha optato per la scelta tempistica dei tedeschi, rivelatasi probabilmente corretta. L’ex pilota di F1 nonché campione di Champcar, ha stabilito già al primo giro la Pole Position, con il tempo stratosferico di 1’57"884, seguito dall’ottimo Bernhard su Audi a sei decimi. Le altre pretendenti al successo hanno patito distacchi interessanti, superiori al secondo e mezzo; nell’ordine si sono classificati Sarrazin, Lapierre, Lotterer, Kristensen e Wurz. Il pilota danese della Audi, tornato finalmente in pista, è stato protagonista di un’incomprensione con Watts alla Source, quando l’inglese ha chiuso la porta venendo leggermente toccato nel posteriore e finendo in testacoda, riuscendo però subito a ripartire.

Proprio Watts ha fatto registrare agevolmente il miglior tempo tra le P2 in 2’03"135, con oltre 2" sulla Lola di Erdos e 4" sulla Pescarolo Oak di Lahaye, mentre Pla ha faticato non poco per classificare la sua Ginetta al quarto posto.

Tra le FLM infine miglior prestazione per Verdonck per la Hope Polevision in 2’13"743, seguito da de Crem per il Boutsen Energy a circa mezzo secondo.

Corsa

La giornata di domenica sembra nata sotto auspici migliori rispetto a quelli dei due giorni precedenti, con un bel sole che ha portato le temperature su livelli tipici del periodo. Mentre il pubblico si gode questo attimo di primavera, nei box i dubbi aumentano con il passare dei minuti: le previsioni meteorologiche parlano di maltempo generalizzato per tutta la durata della gara, e malauguratamente avranno ragione. Chi non ha tempo di preoccuparsi della pioggia è il team Strakka, impegnato nella riparazione del retrotreno dell’Acura, danneggiato da Leventis nel warm-up a seguito di un’uscita di pista a Le Combes: Kane, pilota scelto per la partenza, riuscirà a lasciare i box solo due giri dopo il via.

Quando le vetture lasciano lo schieramento per il giro di formazione, le prime gocce di pioggia cominciano a bagnare il circuito, con il risultato di creare non pochi problemi ai piloti che si ritrovano con gomme da asciutto per di più fredde; chi da questa situazione esce peggio è Lotterel, che a Les Combes finisce in testacoda danneggiando il posteriore contro le gomme di protezione: il tedesco riuscirà a ritornare ai box dove i meccanici impiegheranno otto giri per permettere all’equipaggio di continuare la gara. Anche Panis perde il controllo della propria Peugeot nel rettilineo dopo la Bruxelles, ma riesce a non toccare le protezione riprendendo la propria posizione. Al via Lamy forza la frenata della Source per difendersi da Bernhard finendo in testacoda e ritrovandosi ottavo tra le due Rebellion, mentre il comando viene preso dalla Peugeot di Montagny, seguita da quella di Panis, dalle due Audi di Bernhard e McNish, dalla Aston Martin Signature e da Gené. Proprio le due Audi, in battaglia tra loro, tagliano il Radillon e ne escono a posizioni invertite con la Aston Martin e la Peugeot incollate negli scarichi: se ne avvantaggia lo spagnolo che transita a Le Combes dietro a McNish. Nelle retrovie intanto Francioni stampa una delle due Lola Racing Box contro le barriere del Raidillon, rendendo necessario l’ingresso della Safety car.

Alla ripartenza Panis ha un’incertezza e viene passato da McNish e Gené, che si scambiano la posizione: il francese viene attaccato dopo la Source anche da Boullion, ma riesce a mantenere la posizione fino all’Eau Rouge, quando l’avversario lo tocca sul fianco mandandolo in testacoda e facendolo finire contro le protezioni del Raidillon. Per l’Oreca la gara finisce qui! Dietro le due Peugeot impazza la lotta tra McNish e le due Rebellion, con Boullion che per un momento riesce anche ad avere la meglio sullo scozzese. Lamy intanto rinviene dopo l’errore alla partenza e, superate le Rebellion, riesce a passare anche la Audi alla staccata del Bus Stop, portando le tre Peugeot ai primi tre posti, con Montagny che vanta ormai più di trenta secondi su McNish. La pista tuttavia va asciugandosi e le prestazioni tra le due primedonne dell’evento si fanno sempre più simili. Al diciottesimo giro avviene un colpo di scena che potrebbe cambiare la gara: Ebbesvik, in gran rimonta con la Zytek, dopo essere partito dal fondo dello schieramento per un problema al motore durante le qualifiche, affianco la Aston Martin Vantage di Turner alla frenata del Bus Stop, viene colpito sul fianco e va a sbattere contro le protezioni. Grande paura per il pilota che non riesce ad uscire dal prototipo richiedendo l’ingresso della Safety car e l’intervento dei commissari: portato immediatamente all’ospedale di Verviers, gli verrà diagnosticata la frattura di una vertebra. La neutralizzazione della gara ha favorito la strategia Audi che ha fatto entrare subito McNish, mentre le Peugeot sono rimaste in pista; al 25° giro, quando la gara sarà ripresa da soli 4 giri, il distacco dello scozzese dalla vetta sarà di soli 35", che si tramuteranno in 51" di vantaggio quando tutte le altre P1, pochi giri dopo, effettueranno il primo rifornimento.

La gara vive un periodo di calma per quasi un’ora, periodo nel quale tutti i migliori effettueranno un secondo stop ai box che comporterà anche il primo cambio pilota, ma ecco che a poco più di due ore dall’inizio, il black out di corrente già descritto costringe la direzione gara a interrompere la corsa, facendo fermare le vetture sul rettilineo di partenza in condizione di "parco chiuso". Il singolare accadimento salva la gara di Montagny, che poco prima aveva rovinato una sospensione in un contatto con la Lola KSM, riuscendo tuttavia a rientrare ai box dove i meccanici si mettono subito all’opera. Quando dopo più di mezz’ora la gara riprende, inizia una bella lotta tra Capello e Bourdais, con il francese che passerà sul traguardo, verrà passato alla staccata di Les Combes e guadagnerà definitivamente la leadership a Fagnes.

Se la lotta per il primato si esaurisce qui, quella per la seconda posizione verrà rianimata nel finale grazie ad un nuovo scroscio di pioggia. Kristensen giocherà la carta delle intermedie mentre le Peugeot resteranno sulle gomme da asciutto, avvantaggiandosi non appena smetterà di piovere: con la Audi ormai in difficoltà, Sarrazin annullerà uno svantaggio di un minuto in pochi giri soffiando la seconda posizione al danese a due soli giri dal termine con un sorpasso sul traguardo, mentre la terza 908HDI si dovrà accontentare del quarto posto dopo un lungo alla curva Rivage nell’attimo in cui stava piovendo.

In P2 gara perfetta del Quifel, con Pla che è riuscito a creare un buon margine sugli avversari che Amaral è riuscito a mantenere, il tutto grazie anche ad un problema alla Lola RML a lungo in testa e poi finita seconda. Terzo e quarto posto per le Pescarolo Oak, rispettivamente con Moreau-Hein e Lahaye-Nicolet. E’ continuato invece il week-end negativo della Strakka che, dopo aver recuperato a suon di giri veloci fino al quinto posto, ha patito una nuova uscita di pista con Leventis, questa volta a causa di un problema alla trasmissione.

In GT1 dominio della Ford dell’equipaggio Leiders-Palttala-DeDoncker, "scortato" sul podio dagli altri due equipaggi della stessa marca, avvantaggiatisi negli ultimi giri di un problema alla Saleen della Larbre finita quarta.

In GT2 gara in solitaria per la Porsche di Lieb-Lietz, con una bella battaglia a pochi giri dalla fine tra Fisichella e Melo sulle Ferrari AF e la BMW di Muller, con il brasiliano che ha preceduto l’italiano di soli 765 millesimi e il tedesco di 1"482.

Uno sguardo infine alle Formula Le Mans, con il team Boutsen battuto in casa dall’Hope Polevision di Zacchia,Kaufmann e Moro.

Prossimo appuntamento per la Le Mans Series il 15/16/17 luglio a Portimao, ovviamente in compagnia di ConnectingRod.

Marco Zanello

Galleria immagini

Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari.
Tutti gli articoli, le fotografie e gli elementi grafici presenti in questo sito sono soggetti alle norme vigenti sul diritto d'autore; é quindi severamente vietato riprodurre o utilizzare anche parzialmente ogni elemento delle pagine in questione senza l'autorizzazione del responsabile del sito.

Graphic & Engineering by Fabio Carrera