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24 ore di Le Mans 2025

Non c’è il due senza il tre!

Le Mans in fondo e una competizione strana. È la corsa di automobili per eccellenza, la sfida nella sfida, dove alle indiscusse doti velocistiche di macchina ed equipaggio, si affianca prepotentemente, a seconda dei casi, una buona dose di fortuna o di … sfiga!!! Eppure, nonostante questo, sono molti i casi in cui si è assistito almeno ad un tris di vittorie da parte della stessa casa costruttrice e, a volte, anche dello stesso equipaggio. E senza parlare di Toyota che, ad oggi ha vinto solo quando e mancata una sfidante di livello, per rinfrescare la memoria hai meno attenti, bastino le quattro vittorie ottenute dai Bentley Boys ad inizio anni’30 dello scorso secolo o le tre vittorie di fila ottenute da Porsche nell’ultimo periodo dei prototipi, tanto per prendere due esempi agli antipodi. Risultati da sempre importanti che hanno fatto la fortuna commerciale di chi, a turno, e riuscita in questa impresa, considerata giustamente titanica: eppure c’è chi ha fatto di meglio! Sì, perché le due case costruttrici di vetture sportive per antonomasia sono riuscite a ripetere per ben due volte questo risultato. E se la Porsche, era riuscita nell’impresa proprio con l’esempio che ho poco più in alto riportato, la Ferrari ha ottenuto questo prestigioso traguardo aggiudicandosi questa edizione della 24 ore di Le Mans. E dopo le vittorie delle hypercar n 50 e 51 nelle due passate edizioni, a salire sul gradino più alto del podio di questa edizione e stato l’equipaggio di AF Corse, formato da Kubica-Yifei-Hanson, dopo aver a lungo sfidato sul filo dei centesimi la Porsche di Campbell-Estre_Vanthoor, giunta seconda a soli 14 secondi e le due vetture iscritte dalla casa madre, terze e quarte al traguardo, anche se nel corso delle verifiche la vettura di Nielsen-Molina-Fuoco, quarta, e stata squalificata per irregolarità all’ala posteriore. Una vittoria più sofferta di quanto non fossero state le due precedenti, complice una corsa non interessata dalla pioggia e relativamente poche interruzioni di gara, che hanno ridotto l’importanza delle scelte strategiche. Porsche, peraltro, si è dimostrata una avversaria davvero ostica, in particolare durante i turni di guida di Estre, trasformatosi per questa edizione in un vero rullo compressore. 

Una corsa apparsa da subito appannaggio dei due marchi sin dalle prime ore, quando le Cadillac, velocissime in prova al punto da monopolizzare la prima fila, realizzando anche il cronometraggio più rapido delle qualifiche durante la prima sessione della Hyperpole, sono state rapidamente superate dalle dominatrici di questa edizione. Per le vetture americane si è trattato comunque di una 24 ore assolutamente positiva, a maggior ragione se si considera che la vettura condotta da Lynn-Nato-Stevens è stata l’unica a terminare la gasa nello stesso giro dei primi e che Bourdais e stato autore del giro più veloce in gara. Peggio è andata a Toyota, data tra le favorite della vigilia e letteralmente scomparsa sin dalle prime sessioni di prova: non e chiaro se i vertici della casa nipponica fossero consapevoli della scarsa competitività della propria vettura, ma in qualunque caso non deve essere stato troppo appagante fare la figura dei comprimari. Le Mans priva di acuti per la BMW dopo le belle premesse delle prove e per la Peugeot, alla quale certo non possono bastare i due giri percorsi in testa nelle prime ore per giustificare un progetto nato male e, se possibile, cresciuto peggio. Discorso a parte meritano invece Alpine e Aston Martin, arrivate a Le Mans senza eccessive aspettative: la prima ha peraltro ben figurato, completando la gara con entrambi gli equipaggi, seppur distanziata di due e tre giri, mentre la seconda ha avuto il suo momento di gloria nel qualificare una delle due vetture per la Hyperpole di giovedì, limitandosi a macinare chilometri in gara per raccogliere dati e fare la necessaria esperienza.

Nella monomarca Oreca, tristemente e così che ormai dobbiamo chiamare la categoria P2 dove gli altri costruttori sono praticamente scomparsi, dopo la bella Pole del team TDS, la gara e stata animata dalla lotta tra la vettura vincitrice di Dillman-Smiechowski-Yelloly, iscritta dall’Inter Europol Competition e quella iscritta da Panis, condotta da Gray-Masson-Pereira. Una bella sfida, dalla quale l’equipaggio polacco e uscito vincitore con distacco soprattutto nelle ultime fasi di gara. Terzi Hyett-Cameron-Deletraz, con quest’ultimo sempre più nel mirino dei top team.

Infine uno sguardo alla categoria GT dove, dopo un inizio arrembante della BMW condotta da Rossi-Al Harthy-van del Linde, ferma dopo cinque ore di gara, la sfida della vittoria ha vissuto della lotta furibonda tra la Ferrari di Heriau-Mann-Rovera e la Porsche di Hardwick-Pera-Lietz, con quest’ultimo che, grazie alla vittoria, ha raggiunto quota 5 in categoria nella classica francese: un plauso tuttavia va alla Corvette di Rompuy-Andrade-Eastwood: senza i problemi patiti probabilmente sarebbero stati assoluti protagonisti della gara ed il terzo posto ottenuto vale forse più di una vittoria!